Col del Lago (Seebergl)

SEEBERGL (COL DEL LAGO - m 2705)

Sono moltissime le cime appartenenti ai Monti di Fundres ad essere avvolte nella più completa solitudine. Questo avviene in particolar modo per quelle elevazioni che non sono risalite da sentieri segnati. E’ il caso del Seebergl, raggiungibile da ogni esperto escursionista che, con esperienza ed intuito, potrà rimontarne i faticosi pendii di sfasciumi. Non vi sono reali difficoltà tecniche a parte l’instabilità del fondo e la forte pendenza del tratto sommitale. Come spesso capita, nel conquistare vette disertate dallo scomposto turismo di massa, si potranno avere sorprese meravigliose; il nome stesso della cima allude alla vicina presenza dei Seeberg Seen, una serie di bellissimi laghetti alpini dalle limpidissime acque. Non è inoltre raro osservare qualche branco di camosci avventurarsi sugli impervi pendii di una montagna che, nei suoi silenzi, vi sorprenderà senza clamore. Periodo adatto all’ascensione è quello tra luglio e settembre, mentre negli altri mesi è sempre possibile la presenza della neve complice il clima particolarmente freddo di questo settore a quattro passi dal crinale principale delle Alpi Aurine. Massima attenzione deve comunque essere prestata nella scelta del giorno per effettuare la salita in quanto il periodo estivo presenta, in quest’area, un’estrema instabilità che si manifesta spesso in nebbie che avvolgono le cime e nei consueti temporali da calore. 

Dati tecnici:

Dal parcheggio in Zösenberg (m 1690): Difficoltà: EE (E fino alla Schafalm Seebergl – EE nel tratto di salita al Seebergl) (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale sino alla Schafalm Seebergl, del tutto assente nel successivo tratto sino in vetta. Dislivello assoluto: m 1015. Acqua sul percorso: torrente a quota 2150 metri.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dalla Val Pusteria; in coincidenza della città di Brunico troviamo le indicazioni per la statale della Valle Aurina (Ahrntal). La percorriamo per una decina di km sino a raggiungere il paese di Molini di Tures. Abbandoniamo a questo punto la statale della Valle Aurina per volgere a sinistra risalendo la valle di Selva dei Molini; attraversiamo l'omonimo paese proseguendo sino a Lappago, ultimo centro abitato oltre il quale la strada diviene strettissima e molto ripida con indicazioni per la diga artificiale di Neves. Manteniamo brevemente la strada per la diga abbandonandola poco prima che cominci a inerpicarsi ripidamente; volgiamo infatti a sinistra con indicazioni per la solitaria Zösental (Val di Cesa). In ambiente selvaggio e isolato risaliamo un breve tratto della valle sino al cartello che proibisce l’ulteriore transito. Lasciamo l’auto a lato della strada e proseguiamo a piedi lungo lo stradello.

Descrizione dell’itinerario:

Abbandoniamo quasi subito la strada per volgere a destra in sensibile salita sul pendio erboso. Purtroppo non vi sono cartelli indicatori tuttavia si osservano i segnavia lungo il pendio (sentiero 6). La prima parte dell’escursione si articola, in faticosa risalita, all’ombra del bosco di conifere. Inutile dire che si tratta della frazione meno interessante del percorso in quanto il panorama risulta per lo più impedito dalla fitta alberatura. Questo tratto ha in ogni caso il pregio di concedere un’ascesa spedita su fondo ben tracciato. Il segnavia guida in diagonale ascendente verso ovest sino ad uscire dal bosco intorno a quota 2020. Siamo accolti da splendide distese prative (ore 0,50 dalla partenza) con il panorama che finalmente si allarga andando a cogliere le cime del Rote Riffl (Scoglio Rosso), Schwarze Riffl (Scoglio Nero) e, alle spalle, il solco vallivo che accoglie la Klammer Alm. Seguiamo la traccia che, in ambiente aperto e luminoso, taglia i pascoli per poi traversare a sinistra lungo un ripido pendio parzialmente in ombra. Notiamo, di fronte a noi, la parte superiore della valle e, più in basso, una caratteristica cascata. Il proseguo si sviluppa tra splendide praterie: notiamo la traccia tagliare, nuovamente in salita, i prati sfalciati. Più in alto lambiamo il bel torrente alla nostra destra. Siamo intorno a quota 2150 e abbiamo la possibilità di fare una provvidenziale scorta d’acqua. Un ulteriore tratto ripido ben tracciato e segnato permette di raggiungere il culmine del soprastante dosso prativo. Dalla sommità compare, di fronte a noi, un ameno altopiano prativo solcato dal torrente con piccola malga in pietra (Schafalm Seeberg – m 2330 – ore 2 dalla partenza). Sulla destra siamo sovrastati dalla nostra meta: l’ampio dorso in parte roccioso del Seebergl.

Per raggiungere la vetta è ora necessario intuito ed attenzione, abbandoniamo infatti il sentiero segnato  senza bisogno di calare alla sottostante malga. Appare evidente che bisogna muovere verso est lasciando a sinistra il settore della montagna dove gli affioramenti rocciosi appaiono più repulsivi. Subito a destra il pendio, pur ripido ed instabile, appare in prevalenza erboso ed infonde maggiore tranquillità. Per guadagnarne la base saliamo tra vaste pietraie sconnesse con bel colpo d’occhio alle spalle sull’affilato profilo del Rote Riffl mentre a nord cominciamo ad intravedere le pendici della Hoher Weißzint (Punta Bianca). In breve siamo alla base del grande pendio prativo ricadente dalla vetta; cominciamo a risalirlo scegliendo sul posto la via migliore considerata la pressoché totale assenza di tracce di passaggio. Nel settore centrale del vasto canalone si raggiunge la massima pendenza. Siamo nel tratto più ripido dell’ascensione, molto esigente non solo per l’estrema salita (60° di pendenza) ma anche per il fondo piuttosto instabile. Un escursionista d’esperienza non troverà grosse difficoltà tecniche, è comunque necessaria attenzione per evitare scivoloni sulle rocce che potrebbero avere conseguenze non gradite. Alle spalle notiamo, in fondo al pendio, alcuni degli Seeberg Seen, magnifici laghetti alpini che avremo modo di visitare in discesa dalla cima. Nel settore superiore, obliquando lievemente sulla sinistra, diminuisce la pendenza e troviamo alcune rocce più stabili e sicure. La sommità è ormai non lontana: puntiamo verso la base di un’evidente parete rocciosa dalla quale notiamo, verso meridione, un bel panorama sulla valle di Selva dei Molini con il paese di Lappago. Troviamo a sorpresa un esile traccia di sentiero che, mantenendosi appena a sinistra della parete rimonta senza difficoltà, tra macereti, sino all’arrotondata cima caratterizzata da caotici accatastamenti di rocce (m 2705 – ore 1 dal dosso prativo presso la Schafalm Seeberg - ore 3 dalla partenza). Sorprendente, per vastità e bellezza, appare il panorama con particolare riferimento al grandioso crinale di confine delle Alpi Aurine che occupa per intero l’orizzonte settentrionale. Nello specifico notiamo la Hoher Weißzint (Punta Bianca) e la Niedere Weißzint (Punta Bianca Bassa) con i ghiacciai alla loro base. Spostandosi verso destra osserviamo la grandiosa cima del Großer Möseler (Mesule) e la Turnerkamp (Cima di Campo) con la sottostante Vedretta di Neves Orientale. Verso settentrione notiamo il Passo di Neves (Nevesjoch) e la Schlaflahnernock (Cima delle Pecore) mentre sullo sfondo, ben più distante, appare la testata della Valle Aurina con la Forcella del Picco e le circostanti vette. Verso meridione sono visibili le vicine Vedrette di Ries quindi, verso occidente, il panorama è dominato dalle cime circostanti. Tra le più appariscenti ricordiamo l’inconfondibile aguzza silouette del Rote Riffl (Scoglio Rosso) e il tozzo profilo del Eisbruggspitz a sovrastare la conca che accoglie i bellissimi laghetti Seeberg Seen indicati anche come Bodenseen su alcune cartine. Più a nord ovest la conca occupata dai laghi è dominata dalla Napfspitz (Cima Cadini) e Pfeifholderspitze (Cima della Pipa).

Il rientro avviene a ritroso prestando ancora una volta la massima attenzione al ripidissimo pendio ricadente dalla vetta verso la Schafalm Seeberg. Consigliamo nel rientro una bellissima digressione per raggiungere i Seeberg Seen: le acque calmissime di questi piccoli specchi d’acqua sono, nelle giornate terse, magnifici soggetti fotografici. Per raggiungere i laghi è necessario riportarsi sul sentiero segnato presso la piana a pascolo che accoglie la Schafalm Seeberg (m 2330). Seguiamo a questo punto il segnavia verso settentrione salendo oltre la malga e attraversando una zona a pascolo caratterizzata dalla presenza di numerosi torrenti. In moderata salita raggiungiamo in breve il primo lago (m 2415) che colpisce immediatamente per le sue acque cristalline. Nelle limpide giornate estive offre un grandioso spettacolo riflettendo le cime circostanti. Procediamo restando a destra della sponda camminando tra pascoli e detriti. Possiamo seguire il segnavia o meglio ancora passeggiare liberamente lambendo altri piccoli specchi d’acqua posti appena oltre il primo, caratterizzati dalla presenza dei caratteristici “Pennacchi” (Eriphorum scheuchzeri), tipica pianta delle zone torbose d’alta montagna. In pochi minuti di facile cammino tra macereti accediamo all’ultimo lago, il più grande dei Seeberg Seen (m 2420 – ore 4,20 dalla partenza compresa la salita al Seebergl). Si rinnova quanto detto in relazione all’eccezionale limpidezza delle acque; a sinistra abbiamo l’ampio dorso del Seebergl salito in precedenza. Avendo sufficiente tempo suggeriamo di procedere per una decina di minuti sul segnavia n° 6 oltre la conca dei laghi in quanto il percorso si innalza permettendo una visione d’insieme dei Seeberg Seen che vi resterà impressa per la serena bellezza che questo luogo è in grado di infondere. Per gli instancabili è possibile, con il segnavia 6, salire con un breve tratto attrezzato fino alla Napfspitz (Cima Cadini – m 2888) aggiungendo un’ulteriore cima al percorso.

Il rientro avviene comunque a ritroso potendo nuovamente godere della vista dei laghi per poi calare speditamente a valle grazie al sentiero ben battuto e tracciato.

Cenni sulla flora:

Abbiamo eseguito l’escursione descritta nella seconda metà di agosto. Nonostante la stagione avanzata abbiamo avuto modo di rilevare un significativo numero di specie floreali tra le quali indichiamo di seguito alcune tra le più facili da osservare.

1)       Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris)

2)       Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata)

3)       Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides)

4)       Arnica (Arnica montana)

5)       Campanula barbata (Campanula barbata)

6)       Napello (Aconitum napellus)

7)       Poligono viviparo (Polygonum viviparum)

8)       Erica carnea (Erica carnea)

9)       Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

10)   Cariofillata montana (Geum montanum)

11)   Crepide dorata (Crepis aurea)

12)   Genziana d’Esculapio (Gentiana asclepiadea)

13)   Senecio biancheggiante (Senecio incanus), endemico delle Alpi con poche stazioni disgiunte sull’Appennino Settentrionale.

14)   Primula nana (Primula minima).

15)   Carlina segnatempo (Carlina acaulis)

16)   Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum)

17)   Trifoglio bruno (Trifolium badium)

18)   Vulneraria (Anthyllis vulneraria)

19)   Raponzolo orbicolare (Phyteuma orbiculare)

20)   Piumino rotondo (Eriophorum scheuchzeri)

21)   Mirtillo (Vaccinium myrtillus)

22)   Fragola di bosco (Fragaria vesca)

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