Giovo


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  MONTE GIOVO (m 1991)

Una delle principali cime del crinale appenninico Tosco Emiliano, nonché una delle più alte. La vetta è divisa tra le province di Modena e Lucca ed è posizionata tra l’Altaretto e il Colle della Bruciata. (Seconda più alta cima della Lucchesia dopo M.Prado – m. 2053). Appare particolarmente imponente e precipite dal Lago Santo nel quale precipita con la sua parete settentrionale. Dalla sommità, nei giorni più limpidi si ha un panorama di eccezionale bellezza che raggiunge verso sud-ovest il Mar Tirreno e la catena delle Alpi Apuane.

Possibili vie di salita:

a) Dal parcheggio presso il Lago Santo per il sentiero 525: Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Dislivello complessivo: 531 m. Acqua: solo alla partenza

E’ la via di salita più breve e diretta alla cima. Un facile sentiero che concede splendide visioni dall’alto dei laghi Santo e Baccio.

Accesso:

Si accede da Pievepelago seguendo per un brevissimo tratto la statale in direzione del Passo delle Radici. La abbandoniamo poco oltre volgendo a sinistra con indicazioni per il Lago Santo. Superiamo Le Tagliole e seguiamo la strada fino al suo termine poco sotto il lago (m 1460 - parcheggio a pagamento).

Descrizione del percorso:

Dal parcheggio (m 1460) una carrareccia guida in 10 minuti sulla sponda meridionale del Lago Santo presso il Rifugio Alpino Vittoria (m 1501). Da qui il segnavia 525 guida, prima tra i faggi, quindi all’aperto fra pendii erbosi, verso il crinale a sud della cima. L’ultimo tratto è particolarmente ripido, ma privo di qualsiasi difficoltà e permette di dominare dall’alto la conca di Lago Baccio. Raggiunto il crinale, lo seguiamo verso destra raggiungendo in breve la cima (libro di vetta – ore 1,30 dalla partenza) 

b) Dal parcheggio presso il Lago Santo (m 1460) per il Passetto e l’Altaretto: Difficoltà: EEA passaggi di 1° grado (Vai alla scala delle difficoltà).  

Dislivello assoluto: 531 m. Il dislivello complessivo è più elevato in quanto si percorre un lungo tratto di crinale caratterizzato da sali e scendi. Segnaletica: totale. Acqua: alla partenza e poco oltre Lago Baccio (torrente).

E’ la via di salita più lunga alla cima, ma anche uno dei sentieri più spettacolari dell’intero Appennino Settentrionale. Un’esile traccia non elementare su crinali che ricordano l’ambiente alpino. L’Appennino sorprende chi lo sottovaluta lasciando il ricordo di una splendida via poco battuta rispetto alle altre vie di salita in un crinale impervio e alpestre.

Descrizione del percorso:

Prendiamo la carrareccia che conduce in pochi minuti al lago. Poco prima di giungere al rifugio Alpino Vittoria, sulla sponda del lago, troviamo a sinistra il nostro sentiero (segnavia 523). In meno di mezzora, nella faggeta si guadagna la bellissima conca di Lago Baccio (m 1554) meno noto rispetto al Lago Santo ma altrettanto alpestre e pittoresco, dominato dal crinale principale dell'Appennino. (vedi foto qui sotto).

Aggiriamo lo specchio d’acqua sulla destra, quindi guadiamo il torrente (acqua potabile) riportandoci per un breve tratto nel bosco. In salita siamo infine definitivamente all’aperto in una zona caratterizzata da numerosi avvallamenti occupati da piccoli laghetti temporanei. Un’ultima breve ed erta salita ci permette di raggiungere la displuviale in coincidenza del Passetto (m 1850 – ore 1,40 dalla partenza) dal quale osserviamo lo spettacolare crinale in direzione di Monte Giovo e la vetta del Rondinaio verso oriente. Seguiamo ora il sentiero di displuviale (segnavia 00) verso destra affrontando un crinale assai stretto e dirupato. I tratti più scoscesi vengono aggirati sottocrinale sulle roccette a destra (versante emiliano) sino a guadagnare la stretta sella della Porticciola (spettacolare colpo d’occhio sul Lago Baccio). Da qui si erge l’appuntito picco dell’Altaretto (m 1927). L’ostacolo sembra insormontabile, invece il sentiero di crinale lo rimonta in pochi minuti e nonostante il tratto sia ripidissimo l’esposizione resta sorprendentemente bassa. Dalla sommità il crinale diviene molto ampio e si scende senza difficoltà tra vasti pendii erbosi ad un’altra sella dove si trova a sinistra una traccia che scende nel versante toscano. Noi restiamo sul sentiero di crinale che torna ad assottigliarsi sensibilmente per affrontare alcune scoscese roccette (Grotta Rosa). Il punto chiave,

una paretina verticale alta 4 – 5 metri, è attrezzata con catena metallica (vedi foto qui sopra). Gli appigli non mancano e la roccia è buona (1° grado), ma l’esposizione è forte e improvvisa richiedendo piede fermo e assoluta assenza di vertigini. Sormontato questo tratto più difficile si prosegue senza difficoltà lungo il crinale erboso. Trascurato il sentiero 525 che scende sulla destra al Lago Santo siamo in breve sulla cima (libro di vetta – ore 3-3,15 dalla partenza; ore 1,30 dal Passetto).

Osservazione: Esiste la possibilità di evitare la parete verticale attrezzata con catena metallica. Poco prima delle roccette della Grotta Rosa si individua a destra (versante emiliano) un’esile traccia tra i prati che aggira, parecchi metri sotto crinale, il tratto esposto riguadagnando poi il crinale con una breve ma ripida salita. Si sottolinea che la deviazione NON è segnalata, e il tracciato alternativo NON è segnato.

c) Dal parcheggio presso il Lago Santo (m 1460) per il Passo della Boccaia: Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Dislivello complessivo: 531 m. Segnaletica: totale. Acqua: solo alla partenza .

Descrizione del percorso:

Prendiamo la carrareccia che conduce in pochi minuti al lago; ne seguiamo la sponda orientale transitando presso i rifugi Marchetti e Giovo. Godiamo degli ultimi scorci sul bellissimo Lago Santo quindi, col segnavia 529, penetriamo nel fitto della faggeta. Poco più in alto i faggi lasciano spazio ad ampie radure e a gruppi di abeti. Con scarsi dislivelli raggiungiamo il Passo della Boccaia (m 1587), importante crocevia di numerosi sentieri. Seguiamo il sentiero di sinistra (segnavia 527) che esce dal bosco permettendo di osservare nuovamente il lago. Tra pascoli e sassaie guadagniamo immediatamente quota innalzandoci spettacolarmente sulla verticale dello specchio d'acqua. Infine tra erba e grandi macigni siamo in cima (libro di vetta – ore 2 dalla partenza).

Possibile variante: Con un tracciato un po’ più lungo, è possibile dal Passo della Boccaia, continuare a seguire il segnavia 529. Procediamo con scarsi dislivelli tra verdeggianti spazi prativi sino alla conca dove è presente, tra i massi, la sorgente del Fontanone (acqua potabile). Proseguiamo con un tratto nell’intricata boscaglia di conifere sino a raggiungere il crinale in coincidenza del Colle Bruciata (m 1700). Seguiamo ora, verso sinistra, il sentiero di crinale (segnavia 00) caratterizzato da un lungo e uniforme pendio (Colle della Traversata) che alterna tratti erbosi ad altri sassosi sino a raggiungere direttamente la cima.