Brandberg

BRANDBERG (m 2685)

I gioielli più belli sono nascosti. L’abbiamo verificato continuamente vagabondando per le montagne di mezza Italia. Le località più rinomate adombrano di fatto la sfolgorante bellezza d’altri luoghi che schiudono le loro meraviglie solamente agli escursionisti più estrosi. D’altra parte non esistono sensi unici in montagna: quando si apprende questa semplice verità cominciano le scoperte, inattese e talvolta indimenticabili. E’ il caso dell’itinerario che segue. Il monte Brandberg è talmente anonimo che in rete, al momento della stesura di questo testo, non si trova nemmeno una sola descrizione della sua salita. Se non altro colmiamo una lacuna; eppure non manca il gioiello nascosto: si tratta del Lago di Gries, uno specchio d’acqua annidato lassù, tra i macereti e le pietraie dell’alta Valle Aurina in un luogo magico quanto disperso. Negli ultimi anni le Alpi Aurine sono state scoperte da un discreto numero di escursionisti, tuttavia esistono ancora posizioni scostate dai tracciati turistici, sia per il marcato dislivello da coprire a piedi che per la mancanza di validi punti d’appoggio. Per queste ragioni il Lago di Gries resterà forse per sempre appannaggio di chi sale in quota alla ricerca di silenzi e meraviglie: un luogo del cuore per chi ama la montagna allo stato primitivo. Salite al Lago di Gries e al Brandberg tra luglio e settembre scegliendo le poche giornate stabili in un’area che vede la massima piovosità proprio nei mesi estivi. Lasciatevi incantare dalle silenziose acque di uno tra i più nascosti laghi d’alta montagna delle Alpi Aurine: non lo dimenticherete mai.

L’escursione in breve:

Feuchtenberger (m 1561) - Taser Alm (m 1720) – Malga di Gries (Grießbachalm / Taser Oberhütten – m 2091) – Lago di Gries (Grießbachsee - m 2572) – Brandberg (m 2685)

Dati tecnici:

Partenza da Feuchtenberger (m 1561): Difficoltà: EE. (Vai alla scala delle difficoltà) (E fin verso i 2400 metri di quota, quindi EE in quanto nel settore sommitale, presso il Lago di Gries, scompare il sentiero e quindi si procede tra macereti con segnaletica che dev’essere reperita con attenzione. Il tratto compreso tra il lago e la cima non presenta né segnaletica né tracce, occorre quindi cautela e buona visibilità tuttavia non si affrontano né passaggi esposti né tratti d’arrampicata. Segnaletica: totale sino al Lago di Gries, del tutto assente dal lago alla cima. Dislivello assoluto: m 1124. Acqua sul percorso: alcuni torrenti tra la Taser Alm e poco a valle del Lago di Gries.

Accesso alla partenza:

L’accesso alla partenza avviene dalla statale della Valle Aurina. Si risale il solco vallivo superando i paesi di Cadipietra e San Giacomo. Circa 100 metri prima dell’incrocio con indicazione a sinistra per San Pietro,  subito prima che la statale scavalchi il fiume Aurino, volgiamo a sinistra con indicazione per Winklerhof. Seguiamo la stretta stradina asfaltata quasi sempre non indicata nelle carte stradali. Incontriamo tre bivi: al primo ignoriamo l’indicazione a sinistra per San Giacomo, al secondo tralasciamo la biforcazione a destra per Winklerhof; il terzo bivio è privo di segnalazioni: evitiamo la strada che scende a destra mantenendo la sinistra. In breve siamo al termine della frazione praticabile in automobile presso il maso Feuchtenberger (m 1561) dove troviamo il cartello di divieto di transito. Sono presenti solamente un paio di parcheggi presso la sbarra che proibisce il proseguo è quindi bene salire abbastanza presto per assicurarsi uno spazio. In compenso, come anticipato nell’introduzione, è un tracciato poco noto e in genere evitato. Nonostante la stradina percorsa sia molto stretta e richieda attenzione permette di ridurre considerevolmente un dislivello che, a piedi, resta comunque notevole. In ogni caso nulla impedisce di partire addirittura dal fondo valle salendo a piedi lungo la strada o su sentiero partendo da In der Marche o da San Pietro.

Descrizione del percorso:

Procediamo lungo la strada chiusa al traffico turistico. E’ possibile evitare il primo pronunciato tornante della stessa è infatti presente, presso la sbarra ove abbiamo parcheggiato, un sentierino che, sulla sinistra, risale il ripidissimo pendio erboso (sono presenti come riferimento due vecchissimi cartelli in legno con segnalazioni per “Samhutten e Mitterjoch – Walcherbachsee” – estate 2015). Seguendo questa più rapida alternativa riprendiamo la strada al di sopra con suggestivi scorci verso il fondo valle sulle case sparse di San Pietro. Poco oltre abbandoniamo per la seconda volta la strada volgendo a destra con cartello in legno indicante “Grießbachalm”. Nel folto del bosco rimontiamo senza difficoltà il pendio andando a riprendere al di sopra la carrareccia ora a fondo naturale. Ne seguiamo lungamente lo sviluppo penetrando nel marcato solco vallivo della Grießbachtal fintanto che essa spiana traversando tra i prati e bordeggiando la Taser Alm (m 1720), non gestita. Poco oltre siamo ad un importante bivio: abbandoniamo la strada che proseguirebbe verso destra in direzione della Winkel Alm seguendo invece la carrareccia con cartelli indicanti il “Giro delle Malghe” e il “Grießbachsee”. Manteniamo la strada bianca per un brevissimo tratto infatti, subito oltre, la abbandoniamo, presso un tornante della stessa, per seguire il sentiero nel prato che si separa a destra. Anche in questo caso la deviazione è ben segnalata dal cartello in legno che indica il Grießbachsee dato nel pannello a ore 2,30 di cammino.

Ha così termine il tratto su strada e ha inizio la frazione più spiccatamente escursionistica che attraversa, in questa prima parte, un ambiente a bosco rado dominato di fronte a noi da una grande rupe rocciosa con cascata. La segnaletica, sempre chiara e puntuale, guida facilmente in questa direzione portandosi fin sotto la verticale del magnifico getto d’acqua. Scavalchiamo il torrente quindi rimontiamo, ora in forte pendenza, il ripidissimo costone a destra della cascata. Nonostante la faticosa salita il percorso non presenta alcuna difficoltà ed è un piacere godere degli scorci non solo verso la cascata ma anche alle spalle, osservando il bel piano erboso attraversato in precedenza. Nel proseguo, complice la quota, l’alberatura a conifere si riduce ulteriormente lasciando spazio ai prati d’altitudine fino a guadagnare il bel terrazzo naturale, in posizione panoramica, ove sorge la vecchia costruzione in legno della Malga di Gries (Grießbachalm) talvolta indicata nelle mappe come Taser Oberhütten (m 2091).

Il segnavia prosegue ora nelle desolate balze poste a monte della malga in ambiente vasto e selvaggio dominato a distanza dalla grande piramide rocciosa della Cima Cadini (Napfspitz). Il tracciato rimonta di fatto l’intero vallone restando per lo più alla destra (sinistra orografica). L’ambiente, prevalentemente prativo con pochi affioramenti rocciosi, appare molto uniforme e quindi privo di validi punti di riferimento. Per questa ragione è bene effettuare la salita con tempo stabile e soprattutto con buona visibilità per rilevare i segnavia e gli ometti di pietre comunque presenti, ma talvolta non subito visibili nell’uniformità del pendio erboso. Guadagnando quota osserviamo la vegetazione ridursi lasciando spazio a vaste e caotiche pietraie. Superiamo agevolmente un torrentello secondario che può rivelarsi utile per approvvigionarsi d’acqua quindi proseguiamo con un panorama, sempre più vasto ed avvincente che arriva ad abbracciare, alle spalle, le principali cime delle Vedrette di Ries con particolare riferimento al Collalto e al Monte Nevoso. Il sentiero in pratica scompare lasciando spazio ad un’ascensione che si sviluppa liberamente nel labirinto generato dai tanti massi granitici che costellano i prati soprastanti. Ribadiamo l’assenza di qualsiasi difficoltà: si cammina agevolmente tuttavia occorre essere vigili per non perdere le segnalazioni. In ultimo siamo ad un pianetto con grande masso sul quale spicca la freccia e la scritta in vernice rossa “see” ovvero “lago” in lingua tedesca. L’ultima brevissima frazione richiede qualche cautela: ci muoviamo tra enormi ed instabili macigni granitici prestando attenzione ai solchi e alle fessure fra di essi sino ad accedere al bellissimo Lago di Gries (Grießbachsee - m 2572 – ore 3 dalla partenza).

Merita una sosta prolungata, questo specchio d’acqua d’alta montagna posizionato a breve distanza dalla linea di crinale. Nelle più limpide giornate estive le colorazioni argentee, quasi diafane dell’acqua, sono un magnifico soggetto fotografico. Rivolgendo lo sguardo al soprastante crinale siamo attratti principalmente dalla grande piramide rocciosa della Cima Cadini (Napfspitz – m 3144) mentre più a destra, meno appariscente, notiamo il Löffel Spitze (m 3018) i cui fianchi sono caratterizzati da caotiche e instabili pietraie. Davanti al Löffel Spitze appare, più basso e più vicino a noi, un insignificante cimotto tozzo riconoscibile in quanto i macereti prativi arrivano a lambirne la cima. E’ il Brandberg, obiettivo della nostra ascensione. Sconsigliamo l’accesso diretto alla cima dal Lago di Gries: appare infatti evidente come per raggiungerlo sarebbe necessario disimpegnarsi lungo la sponda destra tra pericolosi accatastamenti di macigni in posizione precaria. Conviene piuttosto aggirare dall’alto le instabili pietraie che precipitano nelle acque del lago. In alternativa si può tornare a ritroso sino al macigno con la scritta rossa “see” per poi rimontare i più sicuri macereti prativi posti a oriente del lago salendo su terreno libero e quindi senza percorso obbligato. Non è presente alcuna segnaletica ma con cielo limpido la via da seguire appare piacevole ed intuitiva articolandosi per lo più su fondo terroso o prativo. Non manca la possibilità di affacciarsi, questa volta dall’alto, sulla conca detritica che accoglie il Lago di Gries. Si accosta la tozza sagoma del Brandberg scegliendo sul posto la posizione migliore per rimontarlo. Un particolare affioramento di roccia cristallina di colore bianco a metà pendio funge da riferimento. La via di salita più comoda traversa diagonalmente subito al di sopra della suddetta fascia rocciosa sfruttando una cengia erbosa inclinata che permette in pratica l’accesso diretto agli ampi macereti sommitali. Raggiunto il punto più alto (m 2685 – ore 0,20 dal Lago di Gries – ore 3,20 complessive), come sempre capita, possiamo rilevare nuove interessanti sorprese nonostante l’elevazione possa, di primo acchito, apparire poco significativa. Nello specifico osserviamo il solco che scende dalla forcella divisoria tra Cima Cadini e Löffel Spitze denominata Grießbachjöchl, e nel cui fondo, proprio sotto la verticale del Brandberg, è presente un minuscolo suggestivo laghetto dalle acque color turchese. Ad inizio estate il laghetto non è visibile in quanto coperto da ghiaccio e neve. Spostandosi sul lato orientale del Brandberg notiamo un terrazzo morenico che ospita altri piccoli stagni e laghetti di fusione in un attraente paesaggio d’alta quota. Verosimilmente non troverete nessuno sul Brandberg: vi auguriamo di saper cogliere i silenzi e l’intima bellezza di un luogo che speriamo possa restare per sempre appartato e del tutto incontaminato. Il rientro avviene a ritroso prestando la debita attenzione al tratto compreso tra la cima e il Lago di Gries dove non si trova alcuna traccia di passaggio.

Cenni sulla flora:

Elenchiamo di seguito alcune delle principali entità floristiche osservate in occasione della nostra salita, avvenuta alla metà del mese di agosto.

1)      Campanula barbata (Campanula barbata)

2)      Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

3)      Primula nana (Primula minima); endemica delle Alpi Orientali è presente in consistente quantità nelle praterie sommitali del Brandberg.

4)      Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides)

5)      Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides)

6)      Piede di gatto (Antennaria dioica)

7)  Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina)

8)      Mirtillo (Vaccinium myrtillus)

9)      Carlina segnatempo (Carlina acaulis)

10) Brugo (Calluna vulgaris)

11) Prunella delle Alpi (Prunella grandiflora)

12) Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris)

13)   Azalea alpina (Loiseleuria procumbens)

14)   Iberidella alpina (Hornungia alpina)

15)   Cariofillata montana (Geum montanum)

16)   Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

17) Veronica alpina (Veronica alpina)

18)   Achillea moscata (Achillea moschata)

19)   Eufrasia minima (Euphrasia minima)

20) Arenaria biflora (Arenaria biflora)

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