Cima Vanscuro (Pfannspitz)

CIMA VANSCURO (PFANNSPITZ – m 2678)

Spostandosi da ovest verso est lungo il crinale alpino dell’Alto Adige, alle grandiose cime delle Alpi Aurine e delle Alpi Pusteresi segue l’ampio e marcato avvallamento della Sella di Dobbiaco. Procedendo verso oriente il crinale torna ad innalzarsi in una nuova catena montuosa tuttavia priva delle grandiose cime e dei ghiacciai che caratterizzavano i gruppi precedenti. Siamo nelle Alpi Carniche, in questo settore rappresentate da una serie di cime dalle forme meno imponenti ma non per questo meno belle e interessanti. Si tratta di un settore in generale poco conosciuto e piuttosto trascurato eppure si tratta di un terreno davvero fertile per gli escursionisti grazie ai lunghi sentieri che assecondano le linee quasi mai severe delle vette.

La Cima di Vanscuro è posta sul crinale principale ed è attraversata dal confine italo-austriaco; può essere raggiunta da entrambi i versanti tuttavia la salita dal lato austriaco è relativamente più veloce pur restando necessario un buon allenamento per via di un dislivello comunque marcato. Apprezzerete senz’altro lo splendido ambiente sommitale reso ancora più bello dalla presenza del lago di Obstanser. Inutile sottolineare l’importanza di una giornata estiva dal tempo stabile: siamo infatti sul crinale principale delle Alpi dove nebbie e temporali si sviluppano, nella stagione estiva, con particolare frequenza.

Dati tecnici:

Partenza presso Kartitsch (circa m 1400): Difficoltà: EE; in prevalenza E; a richiedere maggior esperienza è solamente il tratto di crinale che precede l’arrivo sulla vetta della Cima Vanscuro con qualche passaggio esposto che richiede piede fermo (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: circa m 1250.  

Accesso:

Come anticipato, l’accesso descritto avviene dal versante austriaco. Percorriamo la Val Pusteria superando Dobbiaco e San Candido per poi varcare il confine di stato in prossimità di Prato alla Drava (Winnebach). Procediamo in territorio austriaco seguendo la comoda statale e attraversando alcuni splendidi paesi fra cui spicca Sillian. Poco oltre, in coincidenza della piccola frazione di Tassenbach, abbandoniamo la strada per Lienz volgendo a destra in direzione di Luggau. Con una breve salita di pochi km guadagniamo il piccolo centro di abitato di Kartitsch. Nel paese troviamo i cartelli escursionistici che indicano, a destra, la salita per il Rifugio Obstanser See. Si abbandona pertanto la strada principale seguendo, per ora in automobile, la stretta stradina che si articola tra le ultime case del paese. Transitiamo presso gli impianti sportivi di Kartitsch quindi, poco a monte, troviamo il cartello di divieto di transito ad impedire l’ulteriore proseguo. Sulla sinistra un piccolo parcheggio permette di abbandonare l’automobile. 

Descrizione del percorso:

La nostra escursione ha inizio oltre il divieto di transito che impedisce il proseguo alle automobili con il cartello escursionistico austriaco di colore giallo a indicare il Rifugio Obstanser See. Il percorso, in questa prima parte, è in pratica pianeggiante e si articola nel denso bosco di conifere su comodo fondo ghiaioso. Dopo un quarto d’ora circa volgiamo brevemente a destra scavalcando il torrente con il ponte in legno. Subito oltre confluiamo in un’ulteriore strada bianca proveniente dal fondo valle. Volgiamo a sinistra sempre guidati dai chiari cartelli escursionistici. In piano o in debolissima pendenza muoviamo in direzione della testata della valle (Winkler Tal) che appare chiusa da imponenti pareti rocciose. Giungiamo infine al termine della frazione più comoda: l’ampia strada bianca cede il passo alla mulattiera che sale subito molto ripida lungo il pendio a destra. La salita permette di ammirare, alla nostra sinistra, una serie di belle cascate (Obstanser Wasserfall) che precipitano lungo la parete calcarea. Nonostante la pendenza il sentiero appare ben costruito e sostenuto da traverse in legno come sostegno. Nel settore superiore volgiamo decisamente a sinistra con il percorso che appare spettacolarmente scavato nella parete rocciosa. La larghezza del tracciato e la fune metallica come parapetto eliminano ogni problema possa derivare dall’esposizione. Da notare il colpo d’occhio alle spalle verso la partenza. Segue un breve tratto nel bosco quindi raggiungiamo la base dell’imponente e strapiombante paretone roccioso che chiude lo sguardo a sud. L’ostacolo appare formidabile ma il sentiero, vistosamente artefatto, ne taglia diagonalmente il pendio in forte salita ma con difficoltà che restano di livello escursionistico. Faticosamente guadagniamo il settore superiore dove, improvvisamente, si apre un grande terrazzo prativo a conclusione della frazione più ripida (Obstanser Boden – m 1962 – ore 1,30 dalla partenza).

Da notare la presenza, su un piccolo dosso, della Prinz-Heinrich-Kappelle (m 1965). Imponente appare il panorama alle spalle in direzione di Kartitsch mentre ad occidente siamo sormontati da una grandiosa parete strapiombante. Cambiano ora le caratteristiche del sentiero: solchiamo un vasto altipiano per lo più erboso in quanto l’alberatura è ormai ridotta, complice l’esposizione verso nord, a pochi isolati larici. Ignoriamo il bivio segnalato a destra che condurrebbe alla Gatterspitze proseguendo con i cartelli che indicano il Rifugio Obstanser See. Superiamo un ponticello in legno scavalcando un piccolo ruscello quindi aggiriamo una recinzione e alcune modeste costruzioni in legno. In breve siamo all’estremità meridionale del piano prativo. Riprende la salita, parzialmente in ombra al mattino in quanto dominata dalla grandiosa struttura rocciosa del Roßkopf. Su fondo ghiaioso guadagniamo progressivamente quota con alcune svolte. Da notare la cascata sulla destra che scaturisce direttamente da un grande foro nella parete e, più in alto, l’imbocco di un’appariscente cavità. Si tratta dell’ingresso principale della grotta glaciale “Obstans” caratterizzata da stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Si tratta di una cavità ancora non esplorata completamente, tuttavia è possibile la visita alla prima parte d’essa (solo con guida: informarsi presso Kartitsch).

Il nostro percorso prosegue progressivamente più ripido con i prati che lasciano infine spazio ad un instabile pendio detritico. Rimontiamo il faticoso valloncello mantenendoci appena a destra dell’impluvio accedendo infine alla sella ove è posto il Rifugio Obstanser See (Obstanser See Hütte - m 2304 – ore 2,30 dalla partenza). Si tratta di un eccellente punto d’appoggio gestito nella stagione estiva. Presso la struttura è presente l’omonimo laghetto nelle cui acque di colore verde si specchiano le circostanti cime compreso un tratto dello spartiacque principale attraversato dal confine tra Austria e Italia.

Dopo un’irrinunciabile sosta presso il limpidissimo specchio d’acqua riprende la nostra ascesa su terreno facile ma in grande solitudine; la stragrande maggioranza degli escursionisti si limita infatti al raggiungimento del laghetto e del rifugio. In realtà il crinale dista non più di un’ora di cammino e offre la possibilità di guadagnare diverse facili vette. Nel nostro caso abbiamo scelto la Cima Vanscuro (Pfannspitz) in quanto è la più elevata del circondario. Il sentiero, partendo dal rifugio, si articola verso sinistra con il tracciato, in questa prima parte, comune al percorso che sale verso l’evidente sella a destra del Roßkopf. In moderata pendenza saliamo tra comode balze erbose quindi il percorso si divide in due. Abbandoniamo il proseguo verso l’evidente sella (Roßkopfthörl) volgendo a destra (indicazioni evidenti) su terreno progressivamente più ripido. Volgiamo progressivamente all’interno di un vallone su sentiero sempre ben marcato. La quota è ormai significativa e il fondo prativo cede il passo ad un caotico pendio pietroso. E’ il regno delle piante d’alta quota che si insediano tra i detriti fra le quali spicca il Ranunculus glacialis, in piena fioritura tra luglio e agosto. Da notare alle spalle l’imponente visione del Roßkopf che rivolge, in nostra direzione, un grandioso costone roccioso. All’orizzonte settentrionale, nei giorni più limpidi, svettano le cime e i ghiacciai degli Alti Tauri. Nel proseguo la pendenza decresce sino a guadagnare l’ampia sella di crinale posta a destra della già visibile sommità della Cima Vanscuro. L’arrivo sul crinale riserva la sorpresa di un magnifico ed inatteso panorama: siamo infatti sul confine di stato e la vista si apre sul versante italiano alle guglie e alle grandiose pareti delle Dolomiti di Sesto.

Restano a questo punto gli ultimi 20 minuti di salita, in pieno crinale, per guadagnare la vetta. Volgiamo con decisione a sinistra lungo l’esile ma evidente sentiero. Dapprima la cresta appare ampia e caratterizzata da comode balze erbose; nel proseguo lo spartiacque diviene più stretto e aereo pur senza difficoltà tecniche. Da notare il bellissimo panorama verso oriente aperto sulle vette delle Alpi Carniche, fra le quali spicca il Monte Cavallino (Gr. Kinigat). Grandi lastroni rocciosi costringono il sentiero, per alcuni metri, ad abbandonare la linea di crinale debordando sulla sinistra e affrontando l’unico tratto dell’intera escursione a richiedere cautela. Il percorso si riduce infatti ad un’esile cengetta piuttosto esposta e priva d’assicurazioni dove è bene procedere con piede fermo. Subito oltre andiamo a riprendere la cresta rimontando a destra un ripido canalino detritico dove, il fondo instabile e in parte esposto richiede ancora una volta attenzione. Subito al di sopra restano gli ultimi metri di facile cammino sino a guadagnare il punto più alto (m 2678 – ore 1,15 dal Rifugio Obstanser See - ore 3,45 dalla partenza). Ampia ed appagante appare la vista aperta verso settentrione al versante austriaco sino a scorgere i lontani ghiacciai degli Alti Tauri. Sempre a nord ma a distanza ravvicinata, notiamo il sottostante bastione roccioso del Roßkopf mentre più a sinistra dominiamo l’ampia conca che ospita il lago Obstanser e l’omonimo rifugio. Verso est osserviamo il proseguo del crinale principale delle Alpi Carniche mentre l’orizzonte meridionale è occupato dalle grandiose cime delle Dolomiti di Sesto.

Rientro a valle:

Per godere di nuove entusiasmanti panoramiche suggeriamo, per il rientro, un percorso che differisce leggermente dalla salita. Dalla vetta della Cima Vanscuro torniamo a ritroso sino alla sella di crinale ove si incontra il percorso che cala a destra verso il Rifugio Obstanser See. Modifichiamo a questo punto il rientro mantenendo il sentiero di crinale in questa frazione ampio e facile. Rimontiamo un modesto dosso per lo più erboso (m 2579) per poi calare, sempre lungo lo spartiacque di confine, in direzione della sottostante forcella. Notiamo, di fronte a noi, le cime dei cosiddetti Frugnoni mentre, più a destra, prosegue il crinale delle Alpi Carniche. Più lontane si scorgono, a nordovest, le Vedrette di Ries con la grande sagoma del Collalto. Scostandosi a destra dell’ampia cresta si raggiungono in qualche minuto comodi pulpiti panoramici che concedono una splendida visione del Lago Obstanser. La discesa conduce in breve alla sottostante Forcella Pala degli Orti (Obstanser Sattel – m 2463 – ore 0,40 dalla Cima Vanscuro) caratterizzata da numerose trincee risalenti all’epoca del secondo conflitto mondiale. Abbandoniamo ora il sentiero di displuviale e il confine di stato per calare a destra, sul versante austriaco, in direzione del Rifugio Obstanser. La discesa, tra comode e facili balze erbose, permette nuovi magnifici scorci sul sottostante lago sino a raggiungerne la sponda occidentale. Aggiriamo le limipidissime acque del lago riportandoci infine al rifugio Obstanser a termine di un anello in quota davvero notevole per le ampie visioni panoramiche. Dal rifugio il rientro alla partenza ricalca a ritroso il sentiero di salita (ore 7 complessive).

 Cenni sulla flora:

Una flora davvero ricchissima caratterizza questo settore grazie al suo relativo isolamento trattandosi, come anticipato nell’introduzione, di un’area piuttosto trascurata da escursionisti ed alpinisti. Particolarmente ricca appare la varietà di sassifraghe oltre alla presenza di piante piuttosto rare quale il Lomatogonio della Carinzia. Di seguito una breve selezione delle principali entità osservate nel corso della salita eseguita nel nostro caso alla metà del mese di agosto.

1)      Millefoglio di Clavena (Achillea clavenae), endemismo alpico – dinarico dalle inconfondibili foglie grigio argentate.

2)      Millefoglio dei macereti (Achillea barrelieri Ten. subsp.oxyloba) endemico delle Alpi centro orientali, presenta il fiore più grande fra le piante del genere Achillea.

3)      Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum); endemico delle Alpi centro orientali è facilmente riconoscibile dal più comune Rhododendron ferrugineum per la presenza di un’appariscente pelosità sulle foglie.

4)      Senecio biancheggiante (Sencio incanus), endemico dell’arco alpino.

5)      Listera maggiore (Listera ovata) orchidea presente subito a lato della mulattiera nel tratto iniziale che precede l’arrivo alla testata della Winkler Tal.

6)      Giglio martagone (Llilum martagon) pesente nei pendii prativi in vista della Obstanser Wasserfall.

7)      Primula orecchia d'orso (Primula auricula) nelle rocce calcaree strapiombanti che precedono l’arrivo al piano che ospita la Prinz-Heinrich-Kappelle.

8)      Camedrio alpino (Dryas octopetala), nelle rocce calcaree che precedono l’arrivo alla Prinz-Heinrich-Kappelle.

9)      Lomatogonio della Carinzia (Gentianella carinthiaca), tutt’altro che abbondante è comunque osservabile in qualche esemplare nelle balze prative che precedono l’arrivo al Rifugio Obstanser See.

10)   Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides) abbondantissima nel tratto detritico di sentiero che precede l’arrivo al Rifugio Obstanser See.

11)    Gipsofila strisciante (Gypsophila repens) presente con alcuni cuscinetti negl immediati dintorni del Rifugio Obstanser See.

12)   Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis), presente in abbondanza nel tratto sommitale, specie nel valloncello che precede l’arrivo alla sella di crinale subito sotto la vetta della Cima Vanscuro.

13)   Papavero alpino retico (Papaver alpinum subsp.rhaeticum)

14)   Luparia (Aconitum lycoctonum)

15)   Napello (Aconitum npellus)

16)   Crepide dorata (Crepis aurea)

17)   Graminia di Parnasso (Parnassia palustris)

18)   Veronica alpina (Veronica alpina)

19)   Trifoglio bruno (Trifolium badium)

20)   Genziana bavarese (Gentiana bavarica)

21)   Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris)

22)   Sassifraga solcata (Saxifraga exarata)

23)   Sassifraga muschiata (Saxifraga moschata)

24)   Sassifraga setolosa (Saxifraga sedoides)

25)   Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata)

26)   Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides)

27)   Iberidella alpina (Hornungia alpina)

28)   Cavolaccio alpino (Adenostyle allariae)

29)   Cardo spinosissimo (Cirsium spiosissimum)

30)   Eufrasia minima (Euphrasia minima)

31)   Carlina segnatempo (Carlina acaulis)

32)   Raponzolo orbiculare (Phyteuma orbiculare)

33)   Erica carnea (Erica carnea)

34)   Fragolina di bosco (Fragaria vesca)

35)   Piumino rotondo (Eriophorum scheuchzeri)

36)   Silene delle fonti (Silene pusilla)

37)   Genzianella peduncolata (Gentiana tenella)

38)   Arabetta alpina (Arabis alpina)

39)   Vulneraria (Anthyllis vulneraria)

40)   Salice reticolato (Salix reticulata)

41)   Poligono viviparo (Polygonum viviparum)

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