Cima Becco Rosso - Cima del Becco

CIMA BECCO ROSSO (CIME DU BEC ROUX - m 2214)

CIMA DEL BECCO (CIME DU BEC – m 2300)

Il Colle di Tenda rappresenta il punto convenzionale di separazione tra le Alpi Marittime ad occidente e le Alpi Liguri verso est. Muovendo in quest’ultima direzione, un lungo tratto di crinale spartiacque (confine Italia - Francia) si presta al cammino grazie ad una sequenza di elevazioni in gran parte erbose e con forme rotondeggianti. E’ questo il teatro della splendida escursione che andiamo a descrivervi e a consigliarvi. Si tratta di un curioso percorso a forma di “otto” con il cammino che sfrutta, per lunghi tratti, il tracciato della lunga strada bianca che conduce fino a Monesi, già in Liguria, in un ambiente d’alta montagna d’assoluta suggestione e valore. La zona appare di grande interesse per gli amanti della botanica grazie ad una sorprendente concentrazione di piante endemiche o rare alle quali faremo riferimento in coda alla descrizione. L’escursione appare ben percorribile dalla seconda metà di giugno sino a tutto ottobre, ma è ad inizio estate che la natura offre i suoi colori migliori. Particolare attenzione dev’essere prestata nella scelta del giorno in cui eseguire il percorso: la zona è particolarmente soggetta alle nebbie e ai temporali per via della sua vicinanza al Mar Ligure è quindi bene ascoltare con attenzione i bollettini meteorologici per non trovarsi in difficoltà.

L’escursione in breve:

Colletto Campanin (m 2142) – Col Vallétte (m 2190) – Cima Becco Rosso (Cime du Bec Roux – m 2214) – Cima del Becco (Cime du Bec – m 2300) – Colle della Perla (Col de la Perle – m 2086) – Colle della Boaria (m 2102) – sentiero GTA – Colle della Perla (m 2086) – Lago della Perla (m 1927) – Colletto Campanin (m 2142)

Dati tecnici:

Partenza dal Colletto Campanin (m 2142): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: discontinua, tuttavia il percorso si svolge lungo mulattiere e sentieri ben marcati che escludono, con tempo stabile, problemi di orientamento. Dislivello assoluto: m 373; valore tuttavia poco significativo trattandosi di un percorso di crinale con parecchi saliscendi. Acqua sul percorso: assente.

Accesso:

Chi proviene da Cuneo raggiunge in pochi km il paese di Borgo San Dalmazzo per poi proseguire sulla SS 20 in direzione del Colle di Tenda e del confine con la Francia. La statale supera i paesi di Vernante e Limone Piemonte quindi, poco prima del Tunnel di Tenda, si abbandona il proseguo in direzione della Francia per volgere a destra sulla strada che conduce alle piste di sci a circa 1400 metri di quota. Si prosegue con una lunga sequenza di tornanti, salendo verso il Colle di Tenda. Raggiungiamo, poco prima del colle, lo Chalet Le Marmotte (m 1804) per pochi metri in territorio italiano e posto a destra del piano stradale. Sulla sinistra si stacca la sterrata che, con lungo tracciato, conduce a Monesi. Nei mesi estivi la strada è aperta al traffico nelle ore diurne e nonostante sia a fondo naturale è percorribile, con molta cautela, anche dalle utilitarie sino a raggiungere in alcuni km il casello a breve distanza dal Colletto Campanin. Il proseguo richiede ora il pagamento di un pedaggio con il piano stradale che diviene estremamente sconnesso e ripido, agevole solo a chi possiede un mezzo 4x4. Si può lasciare la macchina presso la barriera salendo a piedi in 15 minuti al Colletto Campanin (m 2142). Naturalmente è possibile scegliere di pagare il pedaggio salendo in auto sino al Colletto Campanin dove ha inizio il cammino vero e proprio. Non volendo affrontare alcun tratto di strada bianca si deve intraprendere il cammino dal Colle di Tenda aggiungendo almeno un’ora di cammino in più per la sola salita ma godendo in ogni caso di ottimi scorci verso occidente in direzione della vicina Rocca dell’Abisso e del più lontano Monte Viso.

Descrizione del percorso:

In coincidenza del marcato Colletto Campanin abbandoniamo il proseguo della sterrata per volgere a destra su ampia mulattiera che si sviluppa tra cespugli di rododendro in direzione del vicino crinale spartiacque. In questi primi minuti il paesaggio offre un’eccellente vista, alle spalle, sul Bric Campanin mentre di fronte a noi osserviamo gli affioramenti rocciosi che caratterizzano l’anticima del Becco Rosso. La mulattiera taglia il ripido pendio ricadente verso Limone Piemonte guadagnando infine l’ampia cresta prativa in coincidenza del Col Vallétte. Sulla destra notiamo una bella elevazione, per lo più erbosa e con qualche affioramento calcareo, caratterizzata da un’evidente croce di vetta. Si tratta dell’anticima del Becco Rosso. Ne guadagniamo la sommità senza via obbligata salendo grosso modo lungo il filo di cresta ricadente in direzione del versante italiano. In pochi minuti ne raggiungiamo la sommità (m 2206).

Magnifico e di grande vastità appare il panorama esteso in particolar modo verso le prospicienti Alpi Marittime e in direzione della Valle Roja in territorio francese. Appare a breve distanza la sommità della Cima Becco Rosso (Cime du Bec Roux – m 2214). Per guadagnarne la vetta bastano pochi minuti tra i prati calando in breve alla sottostante selletta per poi salire sino al punto più alto.

L’escursione può ora proseguire rientrando in breve al Col Vallétte. Si procede oltre il valico seguendo l’ampia mulattiera che sale a tornanti lungo l’erboso crinale a sinistra della Cime de Pépin. Quando il percorso volge verso meridione traversando in direzione della cima lo si abbandona passando sull’altrettanto comodo sentiero che si separa verso oriente ad aggirare la soprastante piramide erbosa. Il pratica il sentiero traversa parallelo alla sterrata per Monesi mantenendosi però ad una quota maggiore restando prossimo al facile spartiacque erboso. Splendido l’ambiente, soprattutto ad inizio estate, quando la fioritura del Rododendro e quella del Camedrio rivestono i pendii ravvivandoli con la loro bellezza. Il tracciato traversa, in pratica senza alcun dislivello, tagliando i prati e un vasto pendio inclinato per lo più detritico. Con un po’ di fortuna, tra le ghiaie e lo sfaticcio calcareo è possibile trovare, uscendo dal sentiero, la rarissima Iberide nana, endemica delle Alpi Liguri. Il panorama si estende alle principali cime del gruppo Marguareis in una visione alpestre di indiscutibile bellezza. In breve tocchiamo il filo di cresta quindi passiamo a destra dello stesso ad aggirare la sommità soprastante nel suo versante francese e quindi con esposizione verso sud.

Il sentiero mantiene immutate le sue caratteristiche: altro non è che un’esile striscia ben marcata nel manto erboso che si sviluppa senza dislivelli rilevanti. L’aggiramento porta a toccare nuovamente il crinale per poi scostarsene subito oltre sempre alla destra, nel versante francese, traversando a mezza altezza le pendici della Cima del Becco (Cime du Bec). Il percorso comincia a volgere verso nordest con il sentiero che subito oltre perde visibilmente quota in direzione del Colle della Perla. Prima di cominciare a scendere eseguiamo una digressione a sinistra per salire alla vetta della Cima del Becco (Cime du Bec). La deviazione avviene senza via obbligata su ripido pendio per lo più erboso, ma in ogni caso senza affrontare alcuna difficoltà sino ad accedere al punto più alto (m 2300). Il panorama di vetta è notevolissimo sia ad occidente verso la Cime de Pépin e il Bric Campanin che verso est in direzione del settore più elevato delle Alpi Liguri.

Il rientro avviene a ritroso riprendendo il sentiero ben marcato che scende verso il Colle della Perla. Il tracciato è ora una striscia sottile nel manto erboso che cala senza difficoltà sino al valico chiaramente identificato dai cartelli in legno (Col del la Perle – m 2086 – ore 1,30 dal Colletto Campanin – ore 2,30 salendo a piedi dal Colle di Tenda).

In coincidenza del Colle della Perla torniamo a confluire nella sterrata che unisce il Colle di Tenda a Monesi. Nel proseguo ne sfrutteremo, volgendo a destra, un lungo tratto rientrando in territorio italiano e seguendo l’indicazione per il Colle della Boaria. Il tracciato ascende in lunga diagonale con pendenza che resta moderata. Il percorso della strada bianca appare a tratti visibilmente scavato nella roccia. Sulla sinistra dominiamo il profondo Vallone La Perla mentre a destra notiamo gli affioramenti rocciosi che caratterizzano le pendici della Cima dei Cuni. Nel proseguo la salita decresce fino a raggiungere un culmine (bella vista verso la Alpi Marittime) seguito da una debole discesa e dal pronunciato tornante che ha dato notorietà a questo tratto della strada bianca. Si tratta di una frazione di particolare spettacolarità: il tornante è preceduto da un rettilineo sovrastato da alcuni spettacolari spuntoni aguzzi di roccia calcarea. Nel giusto periodo, su queste pendici, fiorisce la rara Saxifraga diapensioides. Al tornante segue una breve frazione che domina dall’alto il Vallone La Boaria. Pochi minuti e siamo al Colle della Boaria, marcato valico tra la Cima dei Cuni e la Cima Ciaudon (m 2102 – ore 0,30 dal Colle della Perla – ore 2 dal Colletto Campanin – ore 3 salendo a piedi dal Colle di Tenda).

Siamo nuovamente sullo spartiacque principale nonché sul confine di stato. Abbandoniamo il proseguo della sterrata verso Monesi per passare in territorio francese sul marcato sentiero che sale a destra tagliando in lunga diagonale ascendente le pendici orientali della Cima dei Cuni. Il tracciato è ben evidente e sale tra prati d’altitudine offrendo grandiose visioni verso oriente e a meridione sulle vette delle Alpi Liguri. Il percorso supera qualche frazione detritica quindi volge ulteriormente a destra per salire brevemente sino ad un culmine erboso posto immediatamente ai piedi della sommità della Cima dei Cuni. Il percorso procede cambiando versante per affrontare la veloce discesa che riconduce al Colle della Perla. Al di là del valico, già ben visibile sotto di noi, osserviamo l’evidente struttura della Cima del Becco salita in precedenza. Con alcuni tornanti nel manto erboso scendiamo rapidamente sino a rientrare al Colle della Perla (m 2086 – ore 0,30 dal Colle della Boaria – ore 2,30 dal Colletto Campanin – ore 3,30 dal Colle di Tenda).

Il nostro itinerario a forma di “otto” prosegue. Ignoriamo il sentiero utilizzato all’andata proveniente dal Becco Rosso per proseguire verso ovest lungo il tracciato della strada bianca che da Monesi raggiunge il Colle di Tenda. E’ una frazione su ampia carrareccia in grado comunque di regalare ancora una volta ottimi scorci. Il percorso, visibilmente artefatto, aggira un’ampia conca che accoglie il modesto ma ben visibile Lago della Perla (m 1927). Chi lo desidera potrà raggiungere lo specchio d’acqua con una breve digressione che impegna per pochi minuti. Nel proseguo siamo sovrastati da una caratteristica formazione rocciosa calcarea a forma di cupola che appare protesa in nostra direzione. Il percorso sale debolmente sino ad una modesta selletta compresa tra le montagne dello spartiacque a sinistra e il caratteristico picco denominato “La Perla” alla destra. Al di là della sella procediamo in lunga traversata quasi piana aggirando la grandiosa conca dominata all’estremità occidentale dal Bric Campanin. Si tratta di un ampio tratto a semicerchio in ambiente prativo verde e riposante. Non mancano alla nostra destra alcuni modesti specchi d’acqua che tendono, nel corso della stagione estiva, a prosciugarsi. Il paesaggio resta particolarmente vasto, aperto alle spalle in una magnifica visione delle Alpi Liguri. Un ultimo breve tratto permette di inquadrare di fronte a noi le rocce del Bric Campanin accedendo infine al Colletto Campanin a termine del nostro itinerario a forma di “otto” (m 2142 – ore 1 dal Colle della Perla – ore 3,30 per l’intero percorso partendo e rientrando al Colletto Campanin – ore 4,30 iniziando il cammino al Colle di Tenda).

Chi ha intrapreso l’escursione dal Colle di Tenda rientrerà alla partenza proseguendo lungo la sterrata senza deviazioni sino a rientrare al valico (ore 1 dal Colletto Campanin – ore 5,30 complessive).

Cenni sulla flora:

La catena montuosa delle Alpi Liguri è ben nota agli esperti di botanica per la straordinaria quantità di piante endemiche, uniche al mondo, che trovano rifugio negli anfratti e sulle pareti calcaree. Si tratta infatti di un settore che, all’epoca delle glaciazioni, fu risparmiato dai ghiacci pertanto diverse specie altrove estinte trovarono rifugio proprio in queste aree. Altre specie mutarono per adattarsi al particolare clima e al substrato sino a divenire “endemiche” in senso stretto dell’area. Segue un breve elenco delle principali osservate in occasione della nostra escursione avvenuta alla fine del mese di giugno.

Piante endemiche:

1)     Campanula occidentale (Campanula alpestris); splendida entità endemica presente nelle Alpi Occidentali con una curiosa presenza disgiunta sui Monti Sibillini e quindi nell’Appennino Centrale. La colorazione azzurro intenso e la grande dimensione della corolla la rendono facilmente distinguibile dalle congeneri.

2)     Primula impolverata (Primula marginata). Magnifico endemismo delle Alpi Occidentali che presenta stazioni disgiunte nelle Alpi Liguri nella zona del Monte Carmo e nell’Appennino Ligure (monti Ciapa Liscia e Roncalla) tra le province di Genova e Piacenza. Sono inconfondibili sia le infiorescenze violette che le foglie caratterizzate da secrezioni calcaree così come suggerito dal nome comune della pianta.

3)    Genziana ligure (Gentiana ligustica). Tipica specie delle praterie montane endemica delle Alpi Sud-occidentali dal Moncenisio al Monte Carmo di Loano.

4)  Alisso ligure (Alyssum ligusticum) endemico delle Alpi Cozie, Marittime e Liguri. Si tratta di un arbusto nano dalla caratteristica infiorescenza corimbosa di colore bianco.

5) Garofano pavonio (Dianthus pavonius), endemico delle Alpi Occidentali, è segnalato in Liguria e in Piemonte.

6)  Vedovelle minori (Globularia repens), endemismo delle Alpi Occidentali con una stazione disgiunta sui Pirenei.

7) Nigritella occidentale (Nigritella corneliana). E’ una splendida orchidea endemica delle Alpi sud-occidentali inconfondibile per l’attraente colorazione rosata.

8)  Micromeria marginata (Micromeria marginata). E’ un endemismo delle Alpi Occidentali; quando è in fiore, con le sue macchie di colore crea un bel contrasto con le rocce calcaree di colore chiaro sulle quali cresce. Lungo il percorso descritto è presente nel tratto compreso tra il Colle di Tenda e il Colletto Campanin.

9) Berardia lanuginosa (Berardia subacaulis). Endemica in senso stretto delle Alpi Occidentali, con areale compreso tra Bardonecchia a nord e la zona di Ormea a meridione, è una delle piante più spettacolari osservabili lungo questo percorso. Da notare che il genere Berardia è uno dei tre ad essere endemico in senso stretto della catena alpina. Il genere Berardia è caratterizzato da una sola specie (appunto Berardia subacaulis) occupando pertanto una posizione sistematica isolata e assumendo quindi particolare valore ed importanza. Lungo il percorso descritto è presente presso il Colle Boaria, proprio all’estremità orientale della sua area di distribuzione.

10) Iberide nana (Iberis aurosica subsp.nana). Raro endemismo delle Alpi Liguri il cui areale si concentra nella zona del Marguareis. E’ una pianta preziosissima e a rischio d’estinzione per questo motivo preferiamo non indicarne l’esatta posizione. Ad ogni modo, per essere trovata, occorre scostarsi dal sentiero di qualche decina di metri nella zona della Cima del Becco.

11) Genziana di Rostan (Gentiana rostanii); endemica delle Alpi Occidentali, è presente presso il Lago della Perla.

12) Arabetta di Allioni (Arabis allionii). Subendemismo segnalato in Italia soltanto in Liguria e in Piemonte presente nei pascoli e nei pendii erbosi.

13) Androsace carnicina (Androsace adfinis). Tipico endemismo delle Alpi Occidentali segnalato in Piemonte, Valle d’Aosta e nelle aree contigue in territorio francese. Androsace adfinis è specie che necessita d’ulteriori studi ed approfondimenti sono infatti note almeno tre diverse sottospecie (brigantiaca, puberula e carnea) con areali parzialmente sovrapposti e con numerose forme intermedie a rendere ancora più difficoltosa la determinazione.

14) Sassifraga simile a diapensia (Saxifraga diapensioides). Endemismo delle Alpi Occidentali e Centrali presente in Italia in Piemonte e in Valle d’Aosta. E’ presente lungo la sterrata Col di Tenda – Monesi negli spuntoni calcarei presso il marcato tornante che precede il Colle della Boaria. Si tratta di una specie caratterizzata in questo tratto da una fioritura molto anticipata (maggio – giugno).

15) Erba unta bianco maculata (Pinguicula leptoceras). Endemismo dell’arco alpino osservabile lungo questo percorso nei dintorni del Colletto Campanin lungo la strada che conduce al Colle della Perla.

16) Aglio piemontese (Allium narcissiflorum). Si tratta di un subendemismo delle Alpi Occidentali con alcune stazioni disgiunte addirittura nei lontani Pirenei. In Italia la specie è segnalata in Liguria e in Piemonte con le principali stazioni concentrate tra ll Monte Galero nelle Alpi Liguri e la Val Maira nel cuneese. Molto belle appaiono le infiorescenze per via dei grandi petali di colore compreso tra il rosato e il porporino. Lungo il percorso descritto è presente nel tratto compreso tra il Colle di Tenda e il Colletto Campanin.

17) Genziana con calice raggiante (Gentiana burseri subsp. actinocalyx). A livello di sottospecie è un endemismo di una piccola area delle Alpi Liguri nordoccidentali. La specie è segnalata in una limitata porzione della provincia di Imperia (monti presso Monesi e Triora) e in una piccola area della provincia di Cuneo (Limone Piemonte, Col di Tenda ecc). Lungo il percorso descritto è presente a monte e a valle della strada bianca che unisce il Colletto Campanin al Lago della Perla. La fioritura interessa l’ultima parte del mese di luglio e l’inizio di agosto.

18) Speronella alpina (Delphinium dubium). E’ un endemismo dell’arco alpino ad areale molto frammentato presente in Italia in Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto. Lungo il percorso descritto è osservabile ai lati della sterrata Col di Tenda – Monesi nella zona circostante il Lago della Perla.

19) Eliantemo ligure (Helianthemum lunulatum). Magnifico endemismo delle Alpi Liguri con areale compreso tra il Colle di Tenda e il Monte Carmo. Inconfondibile per i rami lignificati e la caratteristica macchia alla base dei petali, lungo il percorso descritto condivide l’habitat con Saxifraga dispensioides. E’ infatti presente lungo la sterrata Col di Tenda – Monesi negli spuntoni calcarei presso il marcato tornante che precede il Colle della Boaria. La fioritura è piuttosto ritardata interessando la prima parte del mese di agosto.

Altre piante osservate:

1)     Hugueninia comune (Hugueninia tanacetifolia)

2)     Primula a foglie larghe (Primula latifolia)

3)  Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum)

4)     Semprevivo montano (Sempervivum montanum)

5)     Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

6)     Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina)

7)     Genzianella (Gentiana verna)

8)     Camedrio alpino (Dryas octopetala)

9)     Botton d’oro (Trollius europaeus)

10)  Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia)

11)  Sassifraga solcata (Saxifraga exarata)

12)  Sassifraga meridionale (Saxifraga lingulata)

13)  Sassifraga a foglie opposte (Saxifraga oppositifolia subsp. latina)

14)  Coclearia delle rupi (Kernera saxatilis)

15)  Lino alpino (Linum alpinum)

16)  Draba di Carinzia (Draba siliquosa) tra le rocce dell’anticima del Becco Rosso.

17)  Celoglosso (Coeloglossum viride)

18)  Viola con sperone (Viola calcarata)

19)  Scutellaria delle Alpi (Scutellaria alpina)

20)  Pedicolare a spiga breve (Pedicularis rostratocapitata)

21)  Pedicolare rosea (Pedicularis rosea)

22)  Sempiterni dei Carpazi (Antennaria carpathica) nei prati a monte del Col Vallétte.

23)  Piede di gatto (Antennaria dioica)

24)  Ranuncolo di Seguier (Ranunculus seguieri)

25)  Cinquefoglia trifogliata (Potentilla grandiflora)

26)  Vulneraria (Anthyllis vulneraria)

27)  Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

28)  Bugola piramidale (Ajuga pyramidalis)

29)  Iberidella alpina (Hornungia alpina)

30)  Rodiola rosea (Rodiola rosea)

31)  Cariofillata montana (Geum montanum)

32)  Clematide alpina (Clematis alpina)

33)  Falangio alpino (Lloydia serotina)

34)  Acino alpino (Acinos alpinus)

35)  Tossillaggine alpina (Homogyne alpina)

36)  Stella alpina (Leontopodium alpinum)

37)  Billeri pennato (Cardamine resedifolia)

38)  Geranio selvatico (Geranium sylvaticum)

39)  Anemone alpino (Pulsatilla alpina)

40)  Soldanella alpina (Soldanella alpina)

41)  Anemone del Monte Baldo (Anemone baldensis)

42)  Aquilegia alpina (Aquilegia alpina). Presente solo oltre i 1600 metri di quota è una pianta assai rara a livello mondiale con areale limitato alle Alpi Occidentali e all’Appennino Tosco Emiliano.

43)  Arabetta alpina (Arabis alpina)

44)  Botrichio (Botrychium lunaria)

45)  Salice reticolato (Salix reticulata)

46)  Primula maggiore (Primula elatior)

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