I trekking


 

 

Alpi Apuane
Alpi Aurine
Alpi Carniche
Alpi di Ledro
Appennino Tosco-Emiliano
Appennino Umbro - Marchigiano
Dolomiti
Gruppo Adamello - Presanella
Gruppo del Baldo-Bondone-Stivo
Gruppo dell'Ortles
Gruppo del Venediger
Gruppo Marzola - Vigolana
Monti di Casies
Monti di Fundres
Prealpi Bresciane
Stubaier Alpen
Vedrette di Ries

Nei gruppi indicati qui sopra trovate le descrizioni delle salite eseguite dal Club Aquile Rampanti

  Per ciascuna ascensione sono indicati i seguenti dati

1) La difficoltà della via secondo la scala che segue:

Difficoltà escursionistiche:

 

T:   Per tutti, itinerari su sentieri larghi, evidenti e ben tracciati, mai esposti, che non danno problemi d'orientamento. Mai oltre i 2500 m circa. Anche per i bambini.

 

E:   Itinerari su sentieri segnati, anche stretti e con possibili tratti impervi, anche su roccette. Sono tracciati mai esposti e che non danno alcun problema d’orientamento

 

EE:  Itinerari per escursionisti con esperienza e buona conoscenza della montagna. Alcuni di questi tracciati presentano tratti esposti, comunque brevi, che richiedono piede fermo e assenza di vertigini. Richiedono la capacità d'adattarsi a fondi particolari, come ripidi pendii erbosi o tratti su roccette. Possono raggiungere anche quote elevate (3000m)

 

EEA: Come EE. In più, questi itinerari presentano brevi tratti attrezzati, di solito con corde metalliche. I brevi tratti esposti richiedono comunque assenza di vertigini, ma non l'uso di materiale tecnico specifico.

Un certo numero di escursioni presentano difficoltà non di carattere escursionistico ma alpinistico. Questi percorsi sono debitamente segnalati come itinerari di tipo F (facili) oppure AD (abbastanza difficili), con le suddivisioni in F+, AD- e AD+.

Si tratta in ogni caso di escursioni che richiedono consolidata esperienza di marcia in alta montagna e ottime capacità d'orientamento per affrontare tratti non segnati. E’ necessaria l'assenza di vertigini per affrontare tratti esposti e/o pendii innevati in rilevante pendenza.

Richiedono anche, in alcuni casi, l’attraversamento di ghiacciai anche crepacciati con conseguente necessità d’avanzare rigorosamente in cordata.

  2) L’esistenza o meno di segnaletica lungo la via utilizzata (segnavia, ometti di pietra, cartelli e scritte indicatrici)

  3) Il dislivello assoluto dell’escursione (differenza tra la quota massima e la minima raggiunta, se il valore è significativo per indicare la difficoltà dell’itinerario).

  4) La presenza o meno di acqua sull’itinerario. Questo dato non è in alcuni casi indicato in quanto inutile. Ad esempio quasi tutti gli itinerari sulle Alpi Aurine sono caratterizzati dalla presenza di torrenti, sorgenti naturali, nevai ecc… Sarebbe inutile in questi casi elencare tutte le possibilità di reperire acqua, la voce è stata quindi omessa.

  5) Naturalmente la descrizione della via eseguita con indicati i tempi di marcia e le varie località raggiunte. I tempi sono calcolati per un escursionista di medie capacità in condizioni di tempo stabile, nella stagione estiva, e senza tenere conto di eventuali soste che devono quindi essere aggiunte ai tempi indicati.