Alpi di Ledro

Biaina (m 1412)

Brento (m 1545)

 Cadria (m 2253)      

Calino (Monte San Pietro – m 1067)

Carone (m 1621)

Carone (m 1621) – Cima di Vil (m 1585)

Cima Al Bal (m 1260) - Cima Nara (m 1376)

Cima Capi (m 907)

Cima d'Oro (m 1802)

Cima Mughera (m 1191)

Cima Parì (m 1991) - Cima Sclapa (m 1860)

Cima Rocca (m 1090) Accesso su via ferrata

Cima SAT (m 1260)

Cima Valdes (m 1577) - Rocchetta Giochello (m 1540)

Colodri (m 400) – Monte Colt (m 437) – Croce di Ceniga (m 390)

Corno di Pichea (m 2147) - Tofino (m 2151)

Dos da Trat (m 1840) – Monte Caret (m 1793) – Monte Tomeabrù (m 1732)

Gavardina (m 2046) - Dosso della Torta (m 2156)

Mazza di Pichea (m 1859)

Misone (m 1803)

Nodice (Cima di Lè – m 859)

Punta dei Larici (m 907) - Monte Guil (m 1322)

Punta dei Larici (m 907) – Monte Palaer (m 1078)

Rocchetta Giochello (m 1540)

Tombio (m 853)

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Piccola catena montuosa dal Trentino meridionale delimitata a occidente dalla Valle del fiume Chiese (Giudicarie Interiori) dal Lago di Idro sino a Tione di Trento. Il limite settentrionale è determinato dalle Giudicarie Esteriori (da Tione a Sarche) mentre il bordo orientale è dato dal fiume Sarca, partendo dal paese di Sarche e scendendo verso sud sino al punto in cui il fiume raggiunge il Lago di Garda tra i paesi di Riva del Garda e Torbole. Il bordo meridionale è dato dal confine con la provincia di Brescia per cui il gruppo si trova interamente in Trentino abbracciando l’angolo a nordovest della testata del Lago di Garda. Si tratta di montagne che raggiungono altezze non eccessive con le cime più elevate che superano i 2000 metri culminando nel Monte Cadria (m 2254). Sono cime ancora poco conosciute con una rete di sentieri e una presenza di rifugi nel complesso piuttosto scarsa. Fanno eccezione alcuni settori prospicienti al Lago di Garda dove la densità di sentieri appare più elevata. Una nota caratteristica è proprio la presenza dei laghi a rendere le panoramiche particolarmente entusiasmanti. Oltre al Lago di Garda non possiamo non citare il Lago di Ledro, il Lago di Tenno e il Lago di Idro. Sono cime che si prestano ad un escursionismo discreto, ancora privo dell’affollamento che caratterizza settori ben più noti del Trentino; stanti le quote non troppo elevate sono senz’altro meta di splendide escursioni nelle mezze stagioni anche se in primavera possono manifestarsi problemi, soprattutto ad inizio stagione, per la presenza della neve in coincidenza delle cime più alte, specie nei settori rivolti verso nord. I percorsi di bassa quota prossimi al Lago di Garda sono spesso percorribili anche in inverno mentre è da evitarsi la stagione estiva per le temperature troppo elevate e la forte umidità. Impressionanti sono diversi itinerari su creste letteralmente a picco sul Garda che precipitano per centinaia di metri sino a raggiungere la superficie del lago. Da segnalare la presenza di numerose vie ferrate alcune delle quali di bassa quota permettendo così agli amanti di questi percorsi di restare in allenamento quando i più celebri itinerari dolomitici sono impraticabili per neve e ghiaccio (Ferrata Foletti – Ferrata Susatti – Ferrata dell’Amicizia – Ferrata Colodri – Ferrata Che Guevara).

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