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Altissimo (m 1589)
Corchia (m 1677)
Croce (m 1314)
Fiocca (m 1711)
Forato (m 1223)
Gabberi (m 1108)
Grondilice (m 1805)
Matanna (m 1317)
Nona (m 1297)
Pania della Croce (m
1859)
Pania Secca (m 1711)
Pizzo delle Saette
(m 1720)
Pizzo d'Uccello (m
1781)
Prana (m 1221)
Procinto (m 1177)
Sagro (m 1749)
Sumbra (m 1765)
(
Tambura (m 1890)
Catena
montuosa posta in Toscana (provincia di Massa-Carrara e provincia di Lucca) che
si estende per 60 km circa, parallelamente all’Appennino Tosco Emiliano.
Nonostante le quote raggiunte dalle cime siano tutto sommato contenute,
l’aspetto dolomitico delle vette ha fatto si che venissero definite “Alpi”
sebbene non abbiano nulla a che vedere con la più importante catena montuosa
europea. Caratteristica del gruppo è l’assenza di un vero e proprio crinale
regolare. Si tratta invece di un disordinato raggruppamento di montagne in un
panorama estremamente suggestivo. Questo è ancora vero nonostante l’uomo abbia
profondamente modificato (in troppi casi) l’ambiente estraendo con miniere a
cielo aperto il marmo che caratterizza queste montagne. Massima cima del gruppo
è Monte Pisanino
(m 1946); altre dodici cime superano i 1700 metri di quota e alcune di queste
sono raggiungibili con relativa facilità dall’escursionista. Trovate alcune
facili salite descritte nel nostro sito; da rilevare inoltre la presenza di
alcune vie ferrate e questo rappresenta una gradita presenza considerata la loro
rarità nel centro Italia. L’estrema vicinanza alla costa della Versilia fa sì
che in condizioni di tempo buono la vista da queste vette si estenda per un
ampio tratto del Mar Ligure sino ad abbracciare l’arcipelago Toscano e la
Corsica; questo genera nel semestre freddo un bel contrasto tra la neve che
spesso ammanta le sommità Apuane con il panorama mediterraneo all’orizzonte.
Nell’organizzare le vostre escursioni tenete particolare conto delle previsioni
meteorologiche: le Alpi Apuane sono una delle zone più piovose d’Italia per via
dell’umidità che sale rapidamente dal mare condensandosi sulle cime: attenzione
quindi ai temporali e alle nebbie dense. Rilevante risulta pure la nevosità:
nelle zone più riparate il manto nevoso può mantenersi sino a giugno. I sentieri
appaiono nel complesso più che sufficienti e in linea di massima curati.


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