Pizzo Corzene

PIZZO CORZENE (m 2196)

Un balcone sulla Presolana: così si potrebbe definire in breve il Pizzo Corzene. La Presolana, montagna per eccellenza dei bergamaschi dall’impressionante struttura dolomitica, non offre ascensioni semplici che siano alla portata dei normali escursionisti; in compenso sono parecchie le cime circostanti che permettono una visione ravvicinata delle sue grandiose pareti. Il Pizzo Corzene è tra esse la più privilegiata innalzandosi proprio di fronte all’impressionante muraglia che la Presolana rivolge a meridione. L’ascensione al Pizzo Corzene appare tutto sommato non difficile sino al Passo di Pozzera; solamente il breve tratto sommitale richiede piede fermo e assenza di vertigini in quanto si articola lungo un crinale particolarmente sottile e sinuoso sebbene breve. Consigliamo la salita tra giugno e ottobre in assenza di neve e ghiaccio. Di grandissimo interesse appare la flora del settore in quanto include un elevato numero d’entità endemiche rare ad areale particolarmente ristretto. Rimandiamo in coda alla descrizione per ulteriori particolari.

L’escursione in breve:

Passo della Presolana (m 1287) - Baita Cassinelli (m 1568) - Bivacco Città di Clusone (m 2085) - Passo di Pozzera (m 2126) - Pizzo Corzene (m 2196) - rientro per la Valle dell’Ombra.

Dati tecnici:

Dal Passo della Presolana (m 1287): Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). Suddivisione delle difficoltà in base ai tratti: sino alla al Passo di Pozzera: E. Dal Passo di Pozzera alla cima: EE per la presenza di alcuni tratti esposti. Discesa nella Valle dell’Ombra: EE in parte senza segnaletica e per lo più su ghiaioni ripidi e molto instabili. Segnaletica: totale sino al Passo di Pozzera, assente nel breve tratto che segue fino alla cima nonché nella Valle dell’Ombra su esile traccia nel ghiaione in genere poco percorsa. Dislivello assoluto: m 909. Acqua sul percorso: presso la Baita Cassinelli.

Accesso alla partenza:

La partenza è posta presso il Passo della Presolana, raggiungibile risalendo la Val di Scalve sino al paese di Dezzo per poi volgere a sinistra sulla statale che guadagna il valico. Il percorso ha inizio subito oltre il Passo della Presolana calando lungo la strada per poche centinaia di metri verso occidente in direzione di Castione della Presolana. Si stacca sulla destra il sentiero 315 con indicazioni per la Baita Cassinelli. Numerose possibilità di parcheggio lungo la strada. Per chi proviene da Bergamo si risale la Val Seriana superando i paesi di Alzano Lombardo, Albino, Ponte Nossa per portarsi infine a Clusone. Si abbandona la Val Seriana per volgere a destra salendo verso il Passo della Presolana. La partenza è in questo caso poche centinaia di metri prima del valico sulla sinistra. 

Descrizione del percorso:

Il tratto inferiore del sentiero 315 si articola nell’ombroso bosco di conifere per poi salire progressivamente di quota tra ampie schiarite nell’alberatura che lasciano spazio a vasti tratti prativi. Ignoriamo la deviazione segnalata a destra per il Monte Visolo raggiungendo poco oltre la Baita Cassinelli, gestita nella bella stagione (m 1568 – ore 0,50 dalla partenza). Dal rifugio possiamo godere di un panorama eccezionale: se a meridione il paesaggio è in gran parte rovinato nel fondovalle dalle case di Castione della Presolana, è altrettanto vero che a settentrione siamo dominati dall’impressionante bastione roccioso della Presolana con, sulla destra, le propaggini del Visolo. La baita appare inoltre posizionata alla base della stretta Valle dell’Ombra all’interno della quale si svilupperà gran parte della nostra escursione; proseguiamo infatti lungo il segnavia 315 sulla destra del solco vallivo (sinistra orografica) con indicazioni per Grotta Pagani e Cappella Savina. Il sentiero, dapprima ampio e non difficile, sale ripidamente con fondo progressivamente più instabile e faticoso. Bordeggiamo alcune roccette poste a destra del percorso caratterizzate da una flora eccezionale alla quale faremo riferimento in coda alla descrizione. Nel settore superiore la vista si apre verso la testata della Valle dell’Ombra e compare alla nostra sinistra il Pizzo Corzene obiettivo dell’ascensione. Tagliamo in diagonale ascendente i ripidissimi pendii di detrito accumulato ai piedi delle grandiose pareti della Presolana. Assecondiamo parecchi canaloni tra i quali uno appare particolarmente ampio e profondo: in esso la neve si conserva, nonostante l’esposizione meridionale, per buona parte della stagione estiva. Poco oltre appare, non distante, l’antiestetica costruzione del Bivacco Città di Clusone; per raggiungerlo traversiamo un ampio conoide ghiaioso quindi saliamo diagonalmente nel prato sino a guadagnare il terrazzo prativo che lo accoglie (m 2085 – ore 1,50 dalla partenza). Da notare, qualche minuto più a monte, la presenza della Cappella Savina che può essere raggiunta da chi lo desidera con una breve digressione proseguendo lungo il sentiero 315.

Il luogo è d’indiscutibile fascino: è ormai lontano il fondovalle del Passo della Presolana con le sue deturpanti strutture turistiche: la Valle dell’Ombra appare solitaria ed appartata. L’ambiente appare imponente e grandioso, quasi oppresso delle strapiombanti ed immani pareti del Visolo e della Presolana che dominano alla destra il paesaggio. Volgendo con lo sguardo verso nordovest la struttura dolomitica della Presolana si abbassa lasciando spazio all’articolato crinaletto che chiude la testata della valle e che raggiunge il suo punto più basso nel Passo di Pozzera. Procedendo visivamente verso sudovest la cresta torna ad impennarsi nella tozza e per lo più rocciosa struttura del Pizzo Corzene a delimitare l’altro versante del vallone. La nostra escursione procede muovendo in direzione dell’appena citato Passo di Pozzera. Si tratta d’abbandonare il segnavia 315 che, superata la Cappella Savina, salirebbe per instabile ghiaione sino alla Grotta Pagani, sotto la verticale della Presolana. Volgiamo invece su evidente sentierino segnato tra i prati che, partendo dal Bivacco Città di Clusone, cala lievemente nelle moderate ondulazioni che ci dividono dalla testata della valle. Purtroppo sono presenti i segnavia ma non vi sono cartelli indicatori. Alla stessa maniera bisogna fare nuovamente attenzione poco sotto ad un ulteriore bivio poco evidente: passiamo a destra lasciando il sentiero principale che tornerebbe altrimenti sui suoi passi passando subito al di sotto del bivacco per poi discendere la Valle dell’Ombra e rientrare in ripida discesa alla Baita Cassinelli. Come ulteriore riferimento possiamo aggiungere che si traversa nei prati subito alla base del lungo costone roccioso che sostiene, sopra di noi, la Cappella Savina. Da notare come, alla base del costone e quindi alla nostra destra, si aprano alcune nicchie e cavità raggiungibili in qualche minuto abbandonando il sentiero e risalendo il pendio detritico. Qui abbiamo reperito in posizione ombreggiata, al riparo dalla pioggia, alcuni pulvini della rarissima ed endemica Sassifraga della Presolana, una delle piante più pregevoli della zona e meritevole di assoluto rispetto e protezione. Ripreso l’esile sentierino segnato proseguiamo assecondando le ondulazioni prative per poi rimontare il pendio in pendenza moderata sino a confluire nel sentiero che dalla Grotta Pagani cala al Passo di Pozzera. Volgiamo a sinistra accostando il crinale per poi guadagnare in pochi minuti di facile cammino il marcato valico (m 2126 – ore 0,40 dal Bivacco Città di Clusone – ore 2,30 complessive).

Siamo ora sovrastati dall’elegante profilo del Pizzo Corzene. Per raggiungerne la cima abbandoniamo il sentiero segnato che cala al di là del passo per seguire l’esile traccia non segnata che decorre appena a sinistra del filo di cresta sul versante della Valle dell’Ombra. Il percorso, sebbene non segnato, è piuttosto evidente: restiamo pochi metri al di sotto della linea di crinale rimontando un instabile canalino di detriti e ghiaie. Subito oltre siamo in piena cresta: prestando attenzione ad alcuni passaggi piuttosto esposti su entrambi i versanti guadagniamo in ultimo il punto più alto, anch’esso piuttosto stretto ed in esposizione (m 2196 – ore 2,45 dalla partenza). Da rilevare il bellissimo ed imponente panorama sulla Presolana nonché sulla sottostante Valle dell’Ombra.

Rientro alla partenza:

Il rientro può avvenire a ritroso oppure si può scegliere un percorso diverso che richiede maggior impegno articolandosi in parte su ghiaione instabile e senza segnaletica. Scegliendo quest’ultima opportunità si torna dapprima a ritroso sino al Passo di Pozzera (m 2126). Abbandoniamo a questo punto il sentiero segnato per calare a destra su balze erbose non difficili ma molto ripide e con rare tracce di passaggio. Il percorso obliqua mantenendosi sulla destra orografica della Valle dell’Ombra. L’erba lascia spazio ad una serie di grandi ghiaioni detritici inclinati sui quali traversiamo su traccia comunque evidente nonostante l’assenza dei segnavia. Alla destra siamo sovrastati dai poderosi paretoni strapiombanti del Pizzo Corzene. Ancora una volta, abbandonando il sentiero si può salire sulla destra, sino alla base delle pareti soprastanti, dove un occhio attento potrà scovare, nelle nicchie al riparo dalla pioggia, la rarissima Sassifraga della Presolana. Il tratto su ghiaione prosegue richiedendo piede fermo: in ultimo una ripidissima discesa su detrito particolarmente mobile porta sino alla sottostante conca prativa. A termine d’ogni ulteriore difficoltà ci uniamo al sentiero, questa volta segnato, che in discesa dal Bivacco Città di Clusone cala ripidamente verso la Baita Cassinelli. Il percorso è in pratica parallelo a quello seguito in salita sfruttando questa volta la destra orografica della valle. I prati prendono il sopravvento sul detrito e la sottostante visione si apre ampia sino a scorgere il Passo della Presolana e l’ormai non distante Baita Cassinelli; la raggiungiamo comodamente grazie al tracciato facile e ben marcato (m 1568 – ore 1,20 dalla cima – circa ore 4 complessive).

Raggiunta la baita possiamo completare il rientro alla partenza con un ulteriore tratto di sentiero inedito. Seguiamo il percorso che dapprima tra i pascoli quindi nel folto del bosco di conifere traversa in quota mantenendosi poco sotto la sommità del Pizzo Plagna. In ultimo ci portiamo sulla verticale del Passo della Presolana: il sentiero, con una ripida frazione cala direttamente all’ampio valico stradale. Seguendo la strada per poche centinaia di metri verso destra raggiungiamo in qualche minuto il punto di partenza (meno di 5 ore complessive).

Cenni sulla flora:

Per gli amanti della flora la salita al Pizzo Corzene è in assoluto uno dei più straordinari itinerari contemplati in questo sito. Tutta la zona delle Prealpi calcaree insubriche presenta un’incredibile concentrazione di piante endemiche. L’abbondanza di entità uniche al mondo è probabilmente spiegabile con ciò che accadde all’epoca delle glaciazioni. Una calotta di ghiaccio alta migliaia di metri copri interamente la parte interna delle Alpi mentre nelle zone periferiche (Prealpi) le lingue di ghiaccio scesero nelle vallate isolando alcuni gruppi montuosi. Questi massicci, risparmiati dal gelo, funzionarono come delle “oasi” dove le piante si ritirarono per sfuggire alle intemperie. Isolate dal ghiaccio molte piante mutarono per resistere ai rigori in nuove specie endemiche incapaci di incrociarsi con le congeneri. Ancora oggi molti endemismi sopravvivono su queste creste: è il caso dei massicci di Pizzo Arera, della Presolana e di Pizzo Camino dove la concentrazione di entità uniche risulta molto elevata. Segue una lista delle principali piante osservate durante l’ascensione con la raccomandazione di non raccoglierle creando uno stupido ed inutile danno alle ricchezze botaniche della zona.

Specie endemiche:

1)       Erba regina (Xerolechia speciosissima); bellissimo endemismo insubrico caratterizzato da grandi ed appariscenti capolini gialli, tipico delle rupi e, più raramente, dei macereti a fondo calcareo. Purtroppo i fiori sono stati in passato depredati per il loro aspetto molto attraente, pertanto è bene evitare di raccoglierli trattandosi di una pianta unica al mondo. Diverse piante sono osservabili nelle roccette alla destra del sentiero in salita dalla Baita Cassinelli al Bivacco Città di Clusone. La fioritura avviene normalmente in luglio, soprattutto nella seconda parte del mese.

2)       Campanula dell’Arciduca (Campanula raineri). Un altro bellissimo endemismo insubrico con areale esteso principalmente tra il Lago di Como e le Valli Giudicarie. Il fiore, di colore azzurro chiaro, è un magnifico adornamento per le rocce; la pianta colonizza infatti le fessure delle rupi. Come nel caso della Xerolechia speciosissima è osservabile nelle roccette alla destra del sentiero in salita dalla Baita Cassinelli al Bivacco Città di Clusone. La fioritura è piuttosto ritardata concentrandosi in prevalenza nella seconda metà di luglio e soprattutto nel mese di agosto.

3)       Sassifraga della Presolana (Saxifraga presolanensis), stenoendemismo per eccellenza con un areale molto ristretto compreso tra la Val Brembana e la Val Camonica. E’ senz’altro la pianta più rara, preziosa ed esclusiva della zona, come suggerito dal suo nome. Nella soprastante descrizione abbiamo fornito alcuni dati utili per il suo ritrovamento.

4)       Aquilegia di Einsele (Aquilegia einseleana), endemica delle Alpi Orientali è presente sia sulle rocce che nei macereti a fondo calcareo sin dagli immediati dintorni della Baita Cassinelli.

5)       Viola di Duby (Viola dubyana). Endemica del settore compreso tra le Grigne e il Lago di Garda è presente in buona quantità salendo a monte della Baita Cassinelli. Appare abbondante anche in quota, nei dintorni del Bivacco Città di Clusone. Si distingue agevolmente dagli altri tipi di viola per le due caratteristiche macchie scure ai lati della fauce giallo dorata.

6)       Primula lombarda (Primula glauscens); endemismo delle Prealpi calcaree lombarde inconfondibile per i fiori tra il rosso e il porporino e per le foglie acute e coriacee. E’ presente in buona quantità nei macereti d’altitudine nei dintorni e a valle del Bivacco Città di Clusone. La fioritura è anticipata ed è immediatamente successiva alla fusione della neve. Talvolta, presso i nevai, si possono rilevare fioriture posticipate (anche in luglio).

7)       Sassifraga di Vandelli (Saxifraga vandellii). Raro endemismo insubrico con areale esteso tra il Lago di Como e le Valli Giudicarie. Tipiche sono le foglie lanceolate, coriacee e pungenti mentre la fioritura, di solito anticipata (giugno), è caratterizzata da fiori a 5 petali bianchi. Sebbene rara è presente con sorprendente abbondanza nelle rocce del crinale che unisce il Passo di Pozzera alla Grotta Pagani.

8)       Millefoglio di Clavena (Achillea di Clavena); endemismo alpico – dinarico inconfondibile per le sue foglie di colore grigio argenteo.

9)       Bonarota comune (Paederota bonarota); pianta endemica delle Alpi Orientali con areale compreso tra la Lombardia e il Friuli dalle belle infiorescenze di colore blu.

10)   Caglio del Monte Baldo (Galium baldense); altro endemismo delle Alpi Orientali dalle infiorescenze a 4 petali bianchi

11)   Sassifraga retica (Saxifraga hostii subsp.rhaetica), endemica delle Alpi Centro Orientali con foglie riunite in dense rosette e con fiori bianchi punteggiati di rosso o violetto. E’ facilmente osservabile sulle roccette a destra del sentiero che unisce la Baita Cassinelli al Bivacco Città di Clusone.

12)   Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum). Endemico di un ampio areale centrato essenzialmente sulle Alpi Orientali, è facilmente riconoscibile dal più comune Rododendro ferrugineo per l’evidente pelosità che ne riveste le foglie.

13)   Valeriana delle rupi (Valeriana saxatilis), subendemica dell’arco alpino, ama le rupi e i pendii a fondo calcareo.

14)   Iberidella grassa (Thlaspi rotundifolium), endemica delle Alpi, è facilmente reperibile nei ghaioni mobili compresi tra la Baita Cassinelli e il Bivacco Città di Clusone.

Altre piante osservate lungo il percorso:

1)       Rosa di Natale (Helleborus niger) nel sottobosco calcareo tra il Passo della Presolana e la Baita Cassinelli.

2)       Fragolina di bosco (Fragaria vesca) nel sottobosco calcareo tra il Passo della Presolana e la Baita Cassinelli.

3)       Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata) nel sottobosco calcareo tra il Passo della Presolana e la Baita Cassinelli.

4)       Botton d’oro (Trollius europaeus) nei prati presso la Baita Cassinelli

5)       Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) lungo il sentiero tra la Baita Cassinelli e il Bivacco Città di Clusone.

6)       Pigamo colombino (Thalictrum aquilegifolium) lungo il sentiero tra la Baita Cassinelli e il Bivacco Città di Clusone.

7)       Potentilla lucida (Potentilla nitida) lungo il sentiero tra la Baita Cassinelli e il Bivacco Città di Clusone.

8)       Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia) lungo il sentiero tra la Baita Cassinelli e il Bivacco Città di Clusone.

9)       Stella alpina (Leontopodium alpinum) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

10)   Silene a cuscinetto (Silene acaulis) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

11)   Petrocallide dei Pirenei (Petrocallis pyrenaica) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

12)   Ranuncolo alpestre (Ranunculus alpestris) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

13)   Lino alpino (Linum alpinum) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

14)   Genziana di Clusius (Gentiana clusii) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

15)   Draba gialla (Draba aizoides) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

16)   Dafne rosea (Daphne striata) nei dintorni del Bivacco Città di Clusone.

17)   Camedrio alpino (Dryas octopetala)

18)   Vedovella celeste (Globularia cordifolia)

19)   Vedovella alpina (Globularia nudicaulis)

20)   Viola gialla (Viola biflora)

21)   Iberidella alpina (Hornungia alpina)

22)   Colombina gialla (Pseudofumaria lutea)

23)   Linaiola d’alpe (Linaria alpina)

24)   Celoglosso (Coeloglossum viride)

25)   Tajola comune (Tofieldia calyculata)

26)   Veronica minore (Veronica aphylla)

27)   Listera maggiore (Listera ovata)

28)   Platantera comune (Platanthera bifolia)

29)   Genziana alata (Gentiana utriculosa)

30)   Cariofillata dei rivi (Geum rivale)

31)   Anemone alpino (Pulsatilla alpina)

32)   Ormino dei Pirenei (Horminum pyrenaicum)

33)   Nontiscordardime (Myosotis alpestris)

34)   Arabetta stellata (Arabis bellidifolia)

35)   Anemone narcissino (Anemone narcissiflora)

36)   Tossillaggine alpina (Homogyne alpina)

37)   Orchidea odorosa (Gymnadenia odoratissima)

38)   Raponzolo plumbeo (Phyteuma ovatum)

39)   Carice minore (Carex humilis)

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