Testa Auta del Lausfer - Cima di Tesina

TESTA AUTA DEL LAUSFER (m 2587)

CIMA DI TESINA (m 2460)

La Testa Auta del Lausfer è una massiccia cima rocciosa posizionata sul crinale principale delle Alpi. Si tratta di un importante nodo orografico in quanto dalla sua vetta si distende la lunga catena che divide il Vallone di Sant’Anna di Vinadio dal Vallone dei Bagni. Nonostante ci troviamo sullo spartiacque delle Alpi Marittime, la zona è ben accessibile agli escursionisti grazie alla stretta strada asfaltata che risale a Sant’Anna di Vinadio e al vicino Colle della Lombarda permettendo senza fatica di varcare i 2000 metri di quota. E’ una zona costellata da magnifici laghetti d’alta quota; l’itinerario che andiamo a descrivere, noto anche come “Giro dei 4 passi”, permette senza troppa fatica di ammirarne diversi. Si tratta di un magnifico percorso circolare, a cavallo tra Italia e Francia, accessibile ad ogni escursionista. La salita alla cima comporta una deviazione leggermente più impegnativa che può comunque essere omessa da chi non se la sentisse di risalire un ripido pendio detritico privo di segnalazioni. Troverete in coda alla descrizione una dettagliata relazione relativa alle entità floreali osservabili lungo l’itinerario. Per quanto concerne la flora si tratta infatti di un percorso incredibile per ricchezza di piante rare ed endemiche; fra tutte quante è doveroso un accenno anticipato alla rarissima Sassifraga dell’Argentera (Saxifraga florulenta), in assoluto una delle specie più belle ed affascinanti delle nostre Alpi. E’ un’entità normalmente molto difficile da osservare per via del suo habitat, limitato alle rupi granitiche verticali. La descrizione che segue vi porta alla scoperta di una zona dove la specie è particolarmente diffusa. Resta fondamentale la raccomandazione di non alterare in alcuna maniera nemmeno una sola pianta per agevolare la sopravvivenza di una splendida quanto rara meraviglia della natura.   

L’escursione in breve:

Sant'Anna di Vinadio (m 2010) - Lago di Sant'Anna (m 2167) - Passo di Tesìna (m 2400) – Cima di Tesina (m 2460) - Colle Saboulè (m 2460) - Testa Auta del Lausfer (m 2587) - Lac du Lausfer Superieur (m 2357) - Lacs du Lausfer Inferieurs (m 2370) - Colle del Lausfer (m 2430) - Passo di Sant'Anna (m 2308) – Lago del Colle di Sant’Anna (m 2156) – Sant’Anna di Vinadio (m 2010)

Dati tecnici:

Partenza da Sant’Anna di Vinadio (m 1334): Difficoltà: E (breve frazione EE nel salire la Testa Auta del Lausfer comunque evitabile da chi non se la sentisse mantenendo il sentiero segnato) (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale ad eccezione della breve digressione alla Testa Auta del Lausfer. Dislivello assoluto: m 577. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza da Cuneo risalendo buona parte della Valle Stura per superare i paesi di Demonte e Vinadio. Appena oltre Vinadio abbandoniamo il proseguo della statale in direzione del Colle della Maddalena per volgere a sinistra su stretta strada asfaltata in direzione del Colle della Lombarda. La strada risale ripidamente il profondo Vallone di Sant’Anna. Nel settore superiore, a circa 1850 metri di quota, abbandoniamo il proseguo a sinistra per il Colle della Lombarda risalendo in breve sino al Santuario di Sant’Anna di Vinadio (m 2010) dove ha termine il tratto percorribile in automobile (ampio parcheggio presso la struttura).

Descrizione del percorso:

Dal parcheggio presso il Santuario di Sant’Anna di Vinadio seguiamo la sterrata che sale per poche centinaia di metri sino ad un bivio. Ignoriamo la deviazione a sinistra per il Colle di Sant’Anna e per l’omonimo lago (che seguiremo al ritorno) volgendo invece a destra in direzione del Passo Tesina. Su comoda mulattiera saliamo in moderata pendenza in ambiente aperto e luminoso tra prati e massi. Accostiamo un modesto specchio d’acqua che riflette le vette circostanti per poi guadagnare il più ampio Lago di Sant’Anna caratterizzato da acque limpidissime (m 2167 – ore 0,35 dalla partenza). Il sentiero bordeggia il lago a destra permettendo un ottimo panorama sia sullo specchio d’acqua che sulle cime che ne fanno da quinte. Poco sopra si lambisce un secondo laghetto altrettanto suggestivo. Siamo in una magnifica conca alpina ed è piacevole, nei giorni limpidi, uscire dal sentiero segnato per risalire il torrente immissario dei due laghi tra magnifici prati trapuntati da migliaia di fiori. Riprendiamo il percorso segnato, visibilmente artefatto, godendo ancora, alle spalle, della vista sugli specchi d’acqua. Con pendenza moderata rimontiamo il facile pendio erboso incontrando più in alto una modesta conca, posta alla nostra destra, che accoglie ad inizio stagione alcuni piccoli laghetti temporanei. La pendenza si fa più marcata per guadagnare il Passo Tesina, ora ben visibile di fronte a noi. Tra prati e sconnesse pietraie siamo facilmente alla marcata sella dalla quale si schiudono nuovi orizzonti potendo osservare verso settentrione i lontani gruppi montuosi delle Alpi Cozie (m 2400 – ore 1,20 dalla partenza).

Chi lo desidera ha la possibilità, volgendo liberamente sulla destra, di rimontare il facile pendio che conduce in meno di un quarto d’ora sulla sommità della Cima di Tesina (m 2460). Si tratta di una veloce digressione dopo la quale si ritorna necessariamente al Passo Tesina per proseguire lungo la mulattiera che muove verso occidente in direzione del Colle Saboulè. Andiamo pertanto ad affrontare una delle frazioni più spettacolari dell’intera escursione, il percorso appare infatti letteralmente scavato nella parete rocciosa. A destra ci affacciamo in un profondo salto verticale mentre a sinistra siamo sovrastati da poderosi strapiombi. Il percorso, splendidamente ricavato in un ambiente altrimenti inospitale, è in pratica pianeggiante e abbastanza ampio da annullare tutte le difficoltà che potrebbero derivare dall’esposizione. L’unica cautela è legata al periodo della percorrenza: la neve talvolta ostruisce il passaggio sino a luglio complice l’esposizione a nord del tratto e la presenza di alcuni anfratti particolarmente ombrosi; è quindi saggio non anticipare eccessivamente la percorrenza della frazione. Consigliamo a tutti di mantenere un occhio attento sulle verticali rocce granitiche che sovrastano a sinistra la mulattiera: sono qui presenti le rosette basali della rara ed endemica Sassifraga dell’Argentera (Saxifraga florulenta), una delle piante più belle e al tempo stesso più difficili da osservare delle Alpi Occidentali. Superata la frazione più strapiombante, il sentiero prosegue in pendenza sempre molto moderata, restando sotto crinale e tagliando diversi facili canaloni detritici. Tra eventuali residui nevosi, talvolta presenti sino ad estate inoltrata, e ghiaie instabili muoviamo in direzione del crinale di confine con il paesaggio che si estende sino ad osservare in lontananza il possente Monte Viso e la più vicina Rocca La Meia. Ancora una volta, nel detrito fine e mobile, gli amanti della flora potranno gioire grazie alla presenza di un’altra rarità: la splendida ed endemica Viola dell’Argentera (Viola argenteria). Bordeggiamo ciò che rimane di un’antiestetica casermetta in disuso quindi, con un ultimo brevissimo pendio un po’ più ripido, siamo al Colle Saboulè al confine tra Italia e Francia (m 2460 – ore 0,30 dal Passo Tesìna – ore 1,50 dalla partenza).

Il proseguo del percorso deborda in territorio francese. Lasciamo la traccia che volge a destra in direzione della Rocche Saboulè per volgere sul percorso che taglia il pendio verso sinistra, in debolissima salita. Tra lande aride, con vegetazione ora molto ridotta, seguiamo il percorso in ambiente desolato e selvaggio sino a guadagnare un ampio macereto dal quale abbiamo un bel colpo d’occhio, dall’alto, sul Lago Lausfer Superieur. Consigliamo ora una digressione che consente di raggiungere il marcato culmine della Testa Auta del Lausfer. Si tratta di una deviazione non segnata su terreno detritico mobile che richiede un minimo di abilità nel muoversi su fondo instabile non troppo esposto. Chi non se la sentisse può proseguire agevolmente verso il sottostante lago, i “cacciatori” di cime potranno invece rimontare il pendio a sinistra tra grandi blocchi rocciosi. In assenza di un percorso definito si tratta di restare sotto crinale obliquando progressivamente verso destra per assecondare alcune spalle discendenti dalla cresta. Non vi sono reali difficoltà né tanto meno passaggi d’arrampicata e anzi, la vista sul sottostante lago appare quanto mai spettacolare arrivando a scorgere anche un secondo specchio d’acqua (Lac du Lausfer Inferieurs). In ultimo si accede alla linea di crinale e risalendo verso sinistra il facile spartiacque, per lo più prativo, si è in pochi minuti sulla vetta (m 2587 – confine di stato – ore 0,40 dal Colle Saboulè – ore 2,30 dalla partenza).

Il panorama è il più completo ed avvincente dell’intera escursione. Nello specifico si abbracciano tutte le più importanti vette delle Alpi Marittime con specifico riferimento al Monte Argentera mentre si ripete la vista in direzione nord osservando agevolmente l’inconfondibile struttura del Monte Viso. Nelle giornate più terse, la particolare angolazione permette di scorgere addirittura i lontani ghiacciai del Monte Rosa mentre a meridione, in direzione opposta, si abbraccia un tratto del Mar Ligure. Restando nelle immediate vicinanze, dominiamo in territorio italiano la grande conca risalita nella frazione iniziale della camminata: occhieggia il Lago di Sant’Anna e i piccoli specchi d’acqua circostanti; in un giorno terso rimarrete estasiati dalle loro magnifiche colorazioni. Verso il Passo Tesina e il Colle Saboulè il salto appare invece orrido e verticale sconsigliando di sporgersi più del dovuto. Il rientro sul sentiero segnato avviene forzatamente a ritroso prestando la dovuta attenzione agli instabili pendii sommitali sino a riprendere infine il sentiero segnato.

Caliamo ora verso sinistra, su sentiero ben marcato, passando presso un piccolo pianetto paludoso per poi divallare tra i detriti raggiungendo in pochi minuti la sponda del bellissimo Lago Lausfer Superieur (m 2357 – ore 0,30 dalla Testa Auta del Lausfer – ore 3 complessive). Il sentiero segue la sponda occidentale dello specchio permettendo di ammirarne le colorazioni e le magnifiche trasparenze del fondale; si scavalca il modesto ruscello emissario del lago per poi raggiungerne l’estremità meridionale. Infine lo lasciamo alle nostre spalle rimontando il pendio dapprima detritico quindi tra i prati che permette il rapido accesso al soprastante terrazzo erboso. Si apre ora ai nostri occhi il più grande dei laghi Lausfer Inferieurs. In questo caso il sentiero resta scostato dal lago ma nulla proibisce di calare liberalmente, in qualche minuto, sino alla sua sponda. Mantenendo il sentiero si supera un breve tratto in salita potendo apprezzare come i laghi siano addirittura tre: altri due sono infatti presenti in una conca posta in posizione inferiore rispetto al primo osservato. Un’ultima ripida frazione permette di guadagnare il marcato Colle del Lausfer, nuovamente sul confine di stato (m 2430 – ore 3,20 complessive). La sella appare sovrastata dall’impervia e rocciosa sagoma della Cima del Lausfer alla cui base osserviamo i resti di un’abbandonata casermetta di confine.

Rientriamo ora in territorio italiano e il sentiero si trasforma in un’ampia mulattiera pressoché piana. Il tracciato, vistosamente artefatto, aggira la sommità della Testa Colla Auta. Sovrastiamo alcuni salti strapiombanti ma ancora una volta la larghezza del percorso annulla la difficoltà che potrebbe derivare dall’esposizione. L’unico passaggio che sarebbe davvero pericoloso è stato opportunamente attrezzato con un bel ponticello di legno e con un comodo passamano in fune metallica. Si prosegue in ambiente vasto tra immense pietraie e in pratica senza dislivello. Da rilevare l’ottimo scorcio alle spalle sul distante Lago di Sant’Anna. Aggiriamo a mezza costa la Cima Rena Grossa quindi superiamo un caratteristico passaggio tra il pendio a destra e un isolato gendarme di roccia a sinistra. In breve discesa raggiungiamo il Colle di Sant’Anna dove torniamo a “toccare” il confine di stato (m 2308 – ore 0,30 dal Colle del Lausfer – ore 3,50 complessive).

Affrontiamo ora l’ultima parte della nostra escursione: mantenendo l’ampia mulattiera scendiamo in direzione della partenza calando sbrigativamente verso Sant’Anna di Vinadio. Il Lago di Colle Sant’Anna (m 2156) divide in due parti la discesa invitando ad una bella sosta per godere del magnifico ambiente circostante. In coincidenza del lago ignoriamo la deviazione segnata, a destra, per il Colle della Lombarda. Manteniamo la nostra mulattiera scendendo tra i verdeggianti prati sino a chiudere il nostro anello in coincidenza del bivio per il Lago di Sant’Anna. Gli ultimissimi minuti di cammino sono comuni all’andata e riportano infine al parcheggio dove abbiamo lasciato l’automobile (m 2010 – meno di 5 ore complessive).

Cenni sulla flora:

Abbiamo già accennato, sia nell’introduzione che nella descrizione del percorso, alla presenza lungo l’itinerario di alcune entità molto rare ed endemiche che rendono preziosissima l’intera zona. Non sarebbe verosimile elencare tutte le fioriture osservabili. Ci limitiamo, in una sorta di viaggio virtuale, a portarvi alla conoscenza dei principali endemismi presenti sul percorso, avvertendovi che nel nostro caso abbiamo percorso l’itinerario alla fine del mese di luglio, un periodo particolarmente favorevole per chi vuol godere delle migliori fioriture.

La nostra escursione botanica ha inizio subito alle spalle del Santuario di Sant’Anna di Vinadio. Nei massi presso il parcheggio troviamo immediatamente la Silene a foglie cuoriformi (Silene cordifolia), pianta endemica in senso stretto del Piemonte. Nei prati circostanti non è difficile, tra luglio ed agosto, notare le corolle allungate della Campanula a corolla stretta (Campanula stenocodon) presente unicamente in Liguria e in Piemonte. Salendo al Lago di Sant’Anna notiamo, sia nei prati che nelle rocce, gli sgargianti colori del Garofano pavonio (Dianthus pavonius) mentre striscianti sul terreno appaiono i fusti della Veronica di Allioni (Veronica allionii) dai quali si elevano racemi bluastri in grado di portare 30 – 60 fiori. Entrambe le piante sono endemiche delle Alpi Occidentali. Il nostro arrivo al Lago di Sant’Anna permette, sui massi granitici posti sulla sponda orientale, d’osservare i numerosi, piccoli fiori bianchi del Caglio del Col di Tenda (Galium tendae), mentre ancora più frequente è la presenza del Millefoglio erba-rotta (Achillea erba-rotta) che limita il suo areale ai monti della Valle d’Aosta e del Piemonte. Uscendo brevemente dal sentiero segnato per rimontare il torrente immissario del lago notiamo la presenza della particolare Genziana di Rostan (Gentiana rostanii) presente in Piemonte e nel corrispondente versante francese. Rientriamo sul sentiero e saliamo in direzione del Passo Tesina. Nei prati alla nostra destra non faticheremo nel trovare la splendida Nigritella occidentale (Nigritella corneliana) inconfondibile per via della sua colorazione rosata. Raggiunto il Passo di Tesina muoviamo verso sinistra in direzione del Colle Saboulè. Nelle strapiombanti rocce che sovrastano il sentiero alla sinistra, troviamo la regina incontrastata della flora locale: la bellissima Sassifraga dell’Argentera (Saxifraga florulenta), pianta straordinaria che fiorisce una sola volta in un periodo di tempo che si stima sia compreso tra 30 e 75 anni. Ritroveremo alcuni esemplari nel tratto compreso tra il Colle del Lausfer e il Passo di Sant’Anna e anche in assenza della fioritura non dovrebbe essere difficile notare nel granito le coriacee rosette basali. Proseguendo nel nostro itinerario siamo accolti, nei pendii detritici che precedono l’arrivo al Colle Saboulè, da parecchi esemplari della piccola Viola delle Alpi Marittime (Viola argenteria) dalle delicate tonalità azzurre. La pianta è presente in buona quantità anche nel versante francese come ad esempio sulle pendici rivolte ad occidente della Testa Auta del Lausfer. Citiamo infine altre due meraviglie; si tratta della Sassifraga piemontese (Saxifraga pedemontana subsp.pedemontana) presente in abbondanza in prossimità del Colle del Lausfer, con specifico riferimento al versante italiano; l’altra specie assolutamente da non dimenticare è la bellissima Primula impolverata (Primula marginata), endemica delle Alpi Sudoccidentali con una presenza disgiunta nell’Appennino Settentrionale tra le province di Piacenza e Genova.                                                         

Termina così la nostra rapida selezione delle principali piante endemiche presenti lungo l’itinerario. Di seguito indichiamo ora una lista delle altre piante non endemiche osservate presso il sentiero.

1)      Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

2)  Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum)

3)      Semprevivo montano (Sempervivum montanum)

4)      Viola gialla (Viola biflora)

5)      Tossillaggine alpina (Homogyne alpina)

6)      Campanula dei ghiaioni (Campanula cochlearifolia)

7)      Bartsia alpina (Bartsia alpina)

8)      Trifoglio bruno (Trifolium badium)

9)      Trifoglio alpino (Trifolium alpinum)

10)   Eritrichio nano (Eritrichium nanum)

11)   Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina)

12)   Celoglosso (Coeloglossum viride)

13)   Orchide candida (Pseudorchis albida)

14)   Draba dubbia (Draba dubia)    

15)   Fior di Giove (Lychnis flos-jovis)

16)   Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata)

17)   Sassifraga muschiata (Saxifraga moschata)  

18)   Astro alpino (Aster alpinus)

19) Genziana di Koch (Gentiana acaulis)

20)   Tajola comune (Tofieldia calyculata) presso il Lago di Sant’Anna.

21)   Giunco di Jacquin (Juncus jacquinii) presso il Lago di Sant’Anna.

22)   Arnica (Arnica montana)

23)   Genzianella (Gentiana verna)

24)   Ranuncolo di Kuepfer (Ranunculus kuepferi) nel versante occidentale della Testa Auta del Lausfer, a monte del lago Lausfer Superieur.

25)   Cinquefoglia trifogliata (Potentilla grandiflora) nei prati tra la partenza e il Lago di Sant’Anna.

26) Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata)

27) Giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum)

28)   Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

29)   Soldanella alpina (Soldanella alpina)

30)   Borracina annua (Sedum annuum) lungo la mulattiera presso il Lago di Sant’Anna.     

31)   Piede di gatto (Antennaria dioica)

32)   Arabetta alpina (Arabis alpina)

33)   Spillone alpino (Armeria alpina)

34)   Iberidella alpina (Hornungia alpina)

35)   Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum)

36)   Botton d’oro (Trollius europaeus)

37) Senecio biancheggiante (Senecio incanus)

38)   Sassifraga androsacea (Saxifraga androsacea)

39)   Poligono bistorta (Polygonum bistorta)

40)   Orchidea delle zanzare (Gymnadenia conopsea)

41)   Sibbaldia (Sibbaldia procumbens

42) Spergularia comune (Spergularia rubra)

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