Castellino - Prado

PRADO (m 2054)

MONTE CASTELLINO (m 1942)

Il Prado è la più alta montagna dell’Appennino Settentrionale ad essere posta sul crinale principale nonché l’unica a superare i 2000 metri. Sono presenti altre vette più alte in territorio emiliano ma si trovano scostate dalla displuviale. Il Monte Prado è pertanto l’unico “2000” sul crinale, attraversato naturalmente dal confine tra Emilia e Toscana nonché la più alta sommità toscana. L’escursione che andiamo a narrarvi è ad anello ed include l’ascensione al vicino Monte Castellino, in generale piuttosto trascurato ma ugualmente molto interessante essendo aperto ad un magnifico panorama. La vista è particolarmente bella in direzione del prospiciente Monte Cusna che, con i suoi 2121 metri, è la seconda vetta più alta dell’Emilia.

Oltre all’aspetto paesaggistico si tratta di un’avventura molto interessante per gli amanti della botanica. L’area è infatti ricca di veri e propri “relitti” glaciali, specie testimoni di un’epoca lontana in cui i ghiacciai ricoprivano queste vette. Ancora oggi il clima particolarmente rigido dell’area salvaguarda una straordinaria flora a carattere alpino che comprende alcune piante endemiche e altre molto rare in Italia; è il caso ad esempio della bellissima Primula appenninica che cresce unicamente sul crinale tosco emiliano interessando le province di Reggio Emilia, Parma e Lucca e della Crotonella alpina, molto rara in Italia e presente solo in Emilia, Piemonte e Valle d’Aosta. Non è un caso se i monti Prado e Castellino sono compresi nell’ambito del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. L’anello descritto è una bella escursione adatta ad ogni buon escursionista. Suggeriamo di salire non prima di fine maggio in quanto siamo in una zona estremamente nevosa; nel periodo estivo le temperature possono invece essere elevate complice l’assenza di alberatura nella parte superiore dell’ascensione, sarebbe bene pertanto compiere questa bella escursione nei mesi di maggio o giugno godendo delle splendide fioriture oppure in settembre o in ottobre. 

L’escursione in breve:

Ponte di Rio Lama (m 1510) – sentiero n° 631 – Passo di Lama Lite (m 1781) – Lago Bargetana (m 1777) – Sella del Monte Prado (m 1920) – Monte Prado (m 2054) – Sella del Monte Prado (m 1920) – Monte Castellino (m 1942) – Focerella (m 1743) – Rifugio Bargetana (m 1740) – Sella di Lama Lite (m 1781) – Ponte di Rio Lama (m 1510)

Dati tecnici:

Dal Ponte di Rio Lama (m 1510): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 544. Acqua sul percorso: abbondante fonte presso il Rifugio Battisti dopo un’ora circa di salita.

Accesso alla partenza:

Provenendo da Felina - Villa Minozzo si raggiunge il paese di Civago. In paese troviamo a destra il bivio per le Case Cattalini quindi proseguiamo lungo la strada che diviene sterrata seguendo le indicazioni per il Rifugio Battisti. Il fondo è sconnesso ma ugualmente percorribile in automobile e permette di raggiungere in 8 km circa il ponte sul Rio Lama. In coincidenza del ponte una sbarra impedisce di proseguire in auto anche perché ci troviamo proprio sul confine del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Lasciamo la macchina nel piccolo parcheggio a sinistra subito prima del ponte quindi arretriamo pochi metri sino all’inizio del nostro sentiero sul lato opposto della strada rispetto al parcheggio.

Descrizione dell’itinerario:

La prima ora di cammino si sviluppa nel fresco della faggeta: seguiamo il sentiero con scarsi dislivelli (segnavia n° 631) portandoci nel folto subito a destra del Rio Lite. Il tracciato scavalca le limpide acque del torrente nel punto più conveniente con qualche difficoltà nei periodi di massima portata. Superato il corso d’acqua la salita si fa più decisa ed erta permanendo all’interno del bosco e sempre senza alcuna difficoltà d’orientamento grazie all’ottima segnaletica. Più in alto intercettiamo i tornanti della larga carrareccia chiusa al traffico che dal Ponte di Rio Lama conduce al Passo di Lama Lite. Il sentiero, più ripido ma più diretto, permette di tagliare alcune curve della gipponabile per poi riportarsi per un breve tratto nel folto. L’uscita all’aperto è improvvisa e molto bella: l’alberatura lascia spazio ad una magnifica prateria per lo più a mirtillo con splendida vista di fronte a noi sui Monti Prado e Cipolla; a destra sono visibili le pendici dei Monti Piella e Cusna. Poco oltre siamo nuovamente sulla carrareccia che sale dal Ponte di Rio Lama e che seguiamo nell’ultimo breve tratto prima di accedere all’ampia sella del Passo di Lama Lite (m 1751 – ore 1 dalla partenza).

N.B Tutto il tratto di sentiero fin qui descritto è naturalmente evitabile mantenendo sin dalla partenza la carrareccia. In questo caso si cammina, sempre partendo dal parcheggio, oltre la sbarra che chiude il traffico. Scavalchiamo il ponte sul Rio Lite quindi risaliamo in qualche minuto al soprastante bivio; ignoriamo la possibilità di sinistra che condurrebbe al Rifugio Segheria dell’Abetina Reale mantenendo invece la destra e procedendo lungamente sulla strada bianca sino al passo di Lama Lite. I tempi di salita sono di poco più lunghi, il tracciato semplicissimo anche se più monotono.

Consigliamo ora una breve digressione a destra che conduce in 5 – 10 minuti al Rifugio Battisti. Lo possiamo raggiungere sia con bella e ampia mulattiera che con sentierino che rimonta un piccolo costone erboso (bandiera sulla sommità) per poi calare direttamente alla costruzione, ben nascosta in posizione riparata tra la vegetazione. Il Rifugio Battisti (m 1759 – ore 1,10 dalla partenza) costituisce un ottimo punto d’appoggio sempre aperto nella bella stagione con possibilità di pernottamento e servizio di ristorantino. Sull’esterno del rifugio una bella fonte garantisce un’abbondante scorta d’acqua anche nei periodi di chiusura.

Ritorniamo a questo punto sui nostri passi sino al Passo di Lama Lite (m 1781) per volgere poi con decisione sulla destra. Un’ampia e comoda strada bianca traversa in debole discesa lungo il fianco settentrionale di Monte Cipolla. Procediamo in falsopiano, sempre sovrastati da vaste pietraie mobili, sino al bivio sulla sinistra indicato da un paletto di legno e dal segnavia su una roccia. Un ulteriore cartello in legno segnala il proseguo sulla carrareccia per il Rifugio Bargetana, scegliamo tuttavia di abbandonare questa direzione per volgere, come detto, sul sentierino che sale ripido a sinistra. In pochi minuti raggiungiamo la sommità del costone prativo che trattiene il bel Lago della Bargetana (m 1777 – ore 1,40 dalla partenza), uno dei più alti nell’Appennino Settentrionale e nelle cui acque si specchia Monte Prado. Splendida la posizione del laghetto: un grande anfiteatro racchiuso a sud e a est dalle cime del crinale; una grande conca con tutta probabilità modellata migliaia di anni or sono da un grande ghiacciaio oggi scomparso. Osservando il crinale fatichiamo a distinguere il Monte Prado in quanto non svetta in modo deciso sul resto del crinale che in queste zone presenta una quota media piuttosto elevata (il Reggiano e il Modenese presentano il settore più alto dell’Appennino Settentrionale).

Il nostro percorso prosegue aggirando a occidente il Lago della Bargetana. Superiamo un ponticello in legno quindi il segnavia punta verso sud, in direzione del crinale, affrontando il tratto più ripido dell’escursione. Ancora una volta le balze prative a tratti sassose che vengono risalite, nonostante la pendenza, non offrono alcuna difficoltà e permettono di ammirare alle spalle il lago appena lasciato in una visione particolarmente suggestiva. Guadagniamo il soprastante crinale in coincidenza della Sella di Monte Prado con il panorama che si apre nel versante toscano (m 1920 – ore 2,15 dalla partenza). La salita al Prado volge ora verso sinistra. Le possibilità di salita sono due: la più comoda deborda in modo evidente sul versante toscano. Si traversa in diagonale ascendente aggirando a destra il crinale con pendenza moderata ma costante con grande panorama verso le Alpi Apuane. Nel settore superiore guadagniamo nuovamente il filo del crinale.

La seconda possibilità affronta direttamente il crinale mantenendosi a ridosso del suo filo con salita più diretta e logica ma più ripida e dirupata anche se mai difficile ed esposta. L’ultimo tratto dell’ascensione è comune ai due sentieri che si ricongiungono per poi proseguire direttamente sullo spartiacque. Molto bello, ancora una volta, il colpo d’occhio sull’anfiteatro occupato in parte dal Lago della Bargetana. Sullo sfondo si osserva la grande mole del Cusna a chiudere l’orizzonte settentrionale. Verso meridione osserviamo la Garfagnana sovrastata dalle Alpi Apuane. Il sentiero di crinale supera alcune piccole anticime sino a raggiungere il punto più elevato (m 2054 – ore 2,40 dalla partenza – toponimo e quota indicati su un piccolo pilastro).

L’escursione prevede ora la salita del Monte Castellino. Per guadagnarne la cima occorre rientrare a ritroso sino alla Sella di Monte Prado (m 1920 – ore 0,25 dalla cima del Monte Prado – ore 2,40 complessive).

Rientrati alla sella si procede lungo il sentiero 00 di crinale procedendo con scarsi dislivelli tra prati d’altitudine e piante di mirtillo con bel paesaggio, sulla sinistra, in direzione della Garfagnana. In prossimità di un modesto e tozzo risalto del crinale (m 1949) il sentiero abbandona la displuviale scostandosi a destra e quindi nel versante emiliano. Subito oltre siamo nuovamente in cresta per passare poi sul versante toscano ormai in vista del Monte Castellino. Sebbene si tratti di un’elevazione poco rilevata rispetto al filo di cresta è comunque ben identificabile in quanto caratterizzata presso la sommità da un caotico accatastamento di pietre. Sulla vetta è inoltre presente un cartello con il toponimo della cima.

Per raggiungere il punto più alto abbandoniamo brevemente il sentiero segnato salendo liberamente, in appena qualche minuto, sino alla sommità (m 1942 – ore 0,20 dalla Sella di Monte Prado – ore 3 complessive) con grandiosa vista del Monte Cusna, seconda cima più alta dell’Appennino Settentrionale; alle spalle osserviamo il Monte Prado, salito in precedenza.

Rientriamo sul sentiero segnato procedendo verso nordovest con il percorso che abbandona momentaneamente la displuviale scendendo il pendio prativo a destra del filo di cresta. Perdiamo quota tra grandi distese a mirtillo riportandoci, più in basso, sullo spartiacque. Seguiamo ora il crinale con l’esile striscia di sentiero che cala facilmente tra le balze prative. Inutile dire che il paesaggio si apre vasto su entrambi i versanti con particolare riferimento alle Alpi Apuane a sinistra e al Monte Cusna sulla destra. Di fronte a noi osserviamo inoltre il proseguo del crinale principale con in evidenza la non lontana vetta del Monte Sillano. Caliamo, in ultimo tra alcuni contorti esemplari di pino mugo, sino alla marcata sella nota come Focerella (m 1743 – ore 0,40 dalla Sella di Monte Prado – ore 3,20 complessive). Il valico è chiaramente identificato dai pannelli segnaletici in legno; è inoltre ben riconoscibile per il curioso affioramento di alcune roccette poste immediatamente a destra.

Osserviamo per l’ultima volta il paesaggio del versante toscano; la nostra escursione prevede infatti l’abbandono del segnavia 00 di crinale per rientrare alla partenza volgendo a destra nel versante emiliano. I cartelli segnalano il sentiero n° 633 con il Rifugio Battisti indicato ad un’ora di cammino. Il percorso si sviluppa in debole discesa restando nella prateria a mirtillo e quindi poco al di sopra del limite del bosco. Una densa faggeta si estende infatti nel vallone alla nostra sinistra. In pochi minuti perveniamo ad un ulteriore bivio; andiamo infatti a confluire nel sentiero che unisce il Rifugio Bargetana al Passo di Romecchio. Lo seguiamo verso destra, in pratica senza dislivello, dapprima nel vaccinieto quindi tra lembi di faggeta. Comodamente, senza alcuna difficoltà, guadagniamo il bel pianoro solcato dal torrente che ospita il Rifugio Bargetana (m 1740 – ore 0,40 dalla Focerella – ore 4 complessive), aperto nella stagione estiva.

Il proseguo si sviluppa su ampia carrareccia chiusa al traffico con splendido scorcio verso il crinale alla nostra destra nonché sulle pendici del Monte Prado. In breve chiudiamo il settore ad anello della salita riportandoci al bivio per il Lago della Bargetana. Ignoriamo la deviazione mantenendo la carrareccia e ricalcando a ritroso il percorso di andata. Si rientra così al Passo di Lama Lite per poi calare, con la forestale o con il sentiero 631, alla partenza presso il Ponte di Rio Lama (circa 5,15 ore complessive). Rammentiamo, in caso di bisogno, la possibilità in coincidenza del Passo di Lama Lite, d’eseguire una breve digressione di una decina di minuti per raggiungere il Rifugio Battisti e la fonte al suo esterno.

Cenni sulla flora:

Tra i motivi d’interesse legati a questa escursione vi è indubbiamente la presenza, lungo il percorso, di un numero notevole di specie floreali alcune delle quali rare o molto rare. Prendendo in considerazione l’intero crinale appenninico Tosco Emiliano troviamo, nella fascia di crinale che include il Monte Prado, la massima concentrazione di piante tipiche d’alta montagna. Alcuni sono veri e propri relitti che raggiunsero questo settore di crinale nel periodo delle glaciazioni. Da allora in poi, il progressivo riscaldamento del clima ha finito con l’isolare alcune di queste specie in poche stazioni posizionate sui crinali più alti. L’eccezionale concentrazione di queste specie relitte nella zona del Prado è spiegabile con il particolare clima che caratterizza questo settore dell’Appennino. Si tratta in effetti di un’area ad innevamento molto prolungato, soprattutto nel versante emiliano che, rivolto verso settentrione, presenta manto nevoso persistente sino a maggio con singoli nevai che resistono talvolta fino a luglio.

In questo contesto d’alta montagna con particolari condizioni paragonabili a parità di quota con quelle alpine, non è un caso la presenza di numerose piante tipicamente d’alta montagna. Elenchiamo le principali specie osservabili dal normale escursionista ricordando che si tratta solo di una lista parziale rispetto alle specie realmente presenti.

Endemismi:

1) Primula appenninica (Primula apennina); si tratta dell’unica primula di colore rosso presente nell’Appennino Tosco Emiliano. E’ un raro endemismo presente sul crinale reggiano e parmense osservabile per lo più sulle rupi d’arenaria ad esposizione settentrionale. Nella nostra escursione è presente lungo il crinale del Monte Prado a monte dell’omonima sella; alcuni esemplari sono inoltre presenti a monte del tratto di sentiero che dalla Sella di Lama Lite cala verso il Rifugio Bargetana.

2) Vedovella delle Apuane (Globularia incanescens); endemismo apuano – appenninico dalle caratteristiche infiorescenze a globo di colore blu. Pur non avendola osservata in occasione della nostra salita è segnalata sporadicamente nelle stratificazioni di arenaria del Monte Prado.

3) Spillone traslucido (Armeria marginata); endemismo con areale esteso dal bolognese al piacentino presente con una certa frequenza nei prati sommitali caratterizzato da una bella infiorescenza globosa.

Piante rare o molto rare per l’Appennino Settentrionale:

1)     Licnide alpina (Silene suecica); pianta tipica delle gelide zone della Scandinavia. In Italia è presente sporadicamente in Valle d’Aosta, Piemonte e in rare stazioni della Lombardia sempre oltre i 1800 metri. La sua presenza in Emilia è da ritenersi eccezionale tanto più che risulta presente in appena due minuscoli areali: uno presso Monte Ragola nel piacentino a forte rischio d’estinzione e appunto nella zona del Prado. Potrete osservare i magnifici fiori violetti della Crotonella lungo il sentiero che dal Lago della Bargetana sale alla Sella di Monte Prado a pochissima distanza dal valico.

2)     Senecio biancheggiante (Senecio incanus); pianta frequente sulle Alpi ma estremamente rara nell’Appennino Settentrionale. La stazione di Monte Prado è la più meridionale d’Italia. Noterete parecchi esemplari in pieno crinale salendo dalla Sella di Monte Prado alla vetta del Prado.

3)     Aquilegia alpina (Aquilegia alpina); a livello mondiale interessa solamente le Alpi Occidentali e l’Appennino Settentrionale. In Emilia è presente con poche stazioni nella fascia di crinale. Lungo il nostro percorso è osservabile nelle rupi a sinistra del sentiero che dal Passo di Lama Lite conduce al Lago della Bargetana.

4)     Semprevivo montano (Sempervivum montanum); comune sulle Alpi è invece raro sull’Appennino Tosco Emiliano interessando alcuni settori di crinale. Lungo il nostro percorso lo abbiamo notato nel tratto compreso tra il Lago della Bargetana e la Sella di Monte Prado in coincidenza di alcune fessure delle rocce.

5)     Sassifraga muschiata (Saxifraga moschata) anch’essa osservabile nel tratto compreso tra il Lago della Bargetana e la Sella di Monte Prado.

6)     Soldanella alpina (Soldanella alpina); comunissima sulle Alpi è invece piuttosto rara nell’Appennino Emiliano dove è segnalata solo nel tratto compreso tra il reggiano e il piacentino. L’abbiamo osservata lungo la frazione di sentiero che dal Passo di Lama Lite cala dolcemente verso il Rifugio Bargetana. Il tracciato, in questo tratto, è delimitato a sinistra da un lungo muretto che termina in coincidenza di un punto nel quale la neve di valanga si accumula sino ad inizio estate. Attorno ai nevai abbiamo trovato diversi esemplari.

7)     Soldanella della silice (Soldanella pusilla); in Emilia è ancora più rara della precedente con due soli areali accertati: quello del Monte Prado e un altro presso la vetta del Monte Cimone. Non l’abbiamo notata in occasione della nostra escursione ma la stazione del Prado è certa. Da notare la sovrapposizione d’areale con Soldanella alpina L. La zona del Prado è l’unica in Emilia dove le due piante si sovrappongono permettendo l’osservazione di entrambe.

8)     Anemone narcissino (Anemone narcissiflora); comune sulle Alpi, più raro nella fascia appenninica. In Emilia interessa la fascia di crinale dal bolognese al reggiano. E’ ben osservabile nei pendii prativi subito a sinistra del sentiero che dal Passo di Lama Lite conduce al Lago della Bargetana.

Altre piante di montagna facilmente osservabili:

    1)  Giglio martagone (Lilium martagon) nei dintorni del Rifugio Battisti.

    2)   Lino alpino (Linum alpinum) presso il Passo di Lama Lite e nei prati lungo il sentiero che porta alla Bargetana.

    3)  Orchidea sambucina (Dactylorhiza sambucina) nei prati presso il Passo di Lama Lite

    4)   Orchidea macchiata (Orchis maculata) nel sottobosco presso il Ponte di Rio Lama.

    5)   Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) presente in grande abbondanza presso la Sella di Monte Prado e salendo sul Prado.

    6)  Silene a cuscinetto (Silene acaulis) presente lungo il crinale, con particolare abbondanza tra la Sella di Monte Prado e il Prado.

    7)   Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata) presente negli affioramenti rocciosi del crinale.

    8)  Rosa pendulina (Rosa pendulina) nella zona del Passo di Lama Lite.

    9)   Erba di San Giovanni Belleval (Hypericum richeri) nella zona del Passo di Lama Lite

    10) Genzianella (Gentiana verna) particolarmente abbondante nei prati a sinistra del sentiero che dal Passo di Lama Lite porta alla Bargetana.

    11)   Borracina alpestre (Sedum alpestre) nelle fessure delle rocce tra il Lago della Bargetana e la Sella di Monte Prado

    12)  Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus)

    13)  Calta (Caltha palustris)

14)  Cariofillata montana (Geum montanum)

15)  Anemone alpino (Pulsatilla alpina)

16)  Anemone bianca (Anemone nemorosa)

17)  Cariofillata dei rivi (Geum rivale) nella piccola palude pochi metri prima della Sella di Lama Lite salendo dal Ponte di Rio Lama.

18)  Caglio odoroso (Galium odoratum) nelle faggete tra il Ponte di Rio Lama e la Sella di Lama Lite.

19)  Sassifraga a foglie rotonde (Saxifraga rotundifolia) nelle faggete tra il Ponte di Rio Lama e la Sella di Lama Lite.

20)  Bugola (Ajuga reptans)

21)  Dafne laurella (Daphne laureola)

22)  Tossillaggine alpina (Homogyne alpina)

23)  Viola con sperone (Viola calcarata)

24)  Croco (Crocus vernus)

25)  Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea)

26)  Primula maggiore (Primula elatior)

27)  Finocchio montano (Meum athamanticum)

28)  Giunco delle creste (Juncus trifidus)

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